L’Ikea licenzia un lavoratore per aver esposto uno striscione

Il Sindacato Sinlai, sede di Bari, ha voluto esprimere solidarietà al lavoratore, monoreddito e padre di due bimbi piccoli, licenziato ingiustamente dal colosso svedese esponendo uno striscione nelle vicinanze della struttura Ikea dove lavorava.

Già nei giorni scorsi la Segreteria Nazionale e la Segreteria Regionale del Sinlai con una nota avevano espresso la loro disapprovazione verso il provvedimento attuato nei confronti del lavoratore Barese e della lavoratrice Milanese colpita da provvedimento analogo.

Il Sindacato, vicino al movimento politico Forza Nuova, ha voluto così dimostrare al lavoratore la propria vicinanza e rinnovare all’azienda il proprio dissenso contro i provvedimenti amministrativi ritenuti avventati e ingiustificati.

Mattia Calorio, Responsabile Regionale Sinlai, ha commentato l’azione del Sinlai di Bari:
”Era un atto dovuto, un sindacato che ha come primo impegno quello di difendere i lavoratori Italiani, non poteva rimanere inerme dinnanzi a tale ingiustizia. Questa è solo una prima azione che effettueremo a sostegno del lavoratore di Bari e della lavoratrice Milanese, e di boicottaggio nei confronti dell’azienda.
Licenziare una madre separata con tre figli di cui uno disabile e un padre monoreddito con due bimbi piccoli è assurdo, l’azienda poteva adottare altri provvedimenti laddove avesse rilevato irregolarità da parte dei due lavoratori come il richiamo scritto o orale anziché procedere drasticamente con il licenziamento.
Il Sinlai continuerà con la campagna “boicotta Ikea” finché i due provvedimenti non verranno ritirati e continuerà a manifestare solidarietà ai due lavoratori.”

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