01212018Headline:

L’Europa respira, in Olanda frena l’onda populista

Alle elezioni politiche in Olanda frena l’onda dell’estrema destra di Geert Wilders che non fa il balzo previsto. Il premier liberale Mark Rutte nettamente primo negli exit poll esulta: fermati i populisti. Per lui però c’è il rebus maggioranza: sono tre partiti in corsa per il secondo posto (tra cui anche il partito anti immigrati e euro-scettico di Wilders). Crollano i laburisti, balzo in avanti del verde Jesse Klaver che vola a 16 seggi. Molto alta l’affluenza alle urne: l’82 per cento degli olandesi è andato a votare. Il sollievo dell’Europa: passato il primo test, ora si guarda al voto in Francia e Germania. Gentiloni: «Rilanciamo l’Unione, stop alla destra anti Ue» . Lo scrittore Adriaan van Dis: «Dopo tutto questo odio tornerà il pensiero razionale».

Geert Wilders, il grande deluso, è protetto da due cordoni di guardie del corpo, una di Stato e una del partito. Da anni vive isolato, in case segrete, cambiando letto all’ultimo momento per paura di un attentato islamista. Anche per questo ha affinato la comunicazione con i social network, saltando i giornalisti «servi del sistema». Fino a tarda notte resta invisibile, forse fatica ad ammettere nessuno parlava di identità, di pericolo islamico. Erano tabù. Oggi invece questi temi fanno parte dell’agenda di governo. “Per me non si è mai trattato di poltrone, ma di difendere il mio Paese, la mia cultura, il mio popolo. Questo io lo chiamo successo davanti ai suoi che i 4 seggi in più sono pochi per chi puntava a vincere. Forse non ha semplicemente bisogno di apparire in tv”. «Rutte non si è ancora liberato di me», twitta livido. Profilo:

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