Letta, vertice con Napolitano. Verifica in Parlamento per il governo fissata per l’11 dicembre

Letta sale al Quirinale: verifica alle Camere mercoledì 11
La fiducia al Governo già la prossima settimana, ma comunque dopo le primarie del Pd. È quanto emerge al termine dell’incontro tra il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che lo ha ricevuto al Quirinale per affrontare il nodo del passaggio parlamentare necessario dopo l’uscita di Forza Italia dalla maggioranza. “Entrambi – spiega una nota del Quirinale – hanno ribadito il convincimento che l’approvazione da parte del Senato della legge di stabilità su cui il governo aveva posto la questione di fiducia – dopo che il gruppo parlamentare ‘Forza Italia-Il Popolo della Libertà’ aveva dichiarato di non condividere tale fondamentale legge e di ritirare pertanto l’appoggio al governo – ha confermato la permanenza del rapporto fiduciario anche nella nuova situazione politico-parlamentare venutasi a determinare. Si è altresì convenuto sulla opportunità di un sollecito passaggio parlamentare che consenta di prospettare indirizzi e contenuti dell’attività di governo, segnando la discontinuità intervenuta tra la precedente e la nuova maggioranza, esigenza sottolineata in particolare dalla delegazione parlamentare di “Forza Italia” nel corso dell’udienza del 28 novembre scorso. Tale passaggio non può che assumere i caratteri di un dibattito sulla fiducia”. Napolitano ha quindi invitato “il presidente del Consiglio a concordare con i presidenti delle Camere tempi e modalità del dibattito, che potrà svolgersi già durante la prossima settimana, pur essendo tuttora in corso la sessione di bilancio”. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento e per l’Attività di governo, Dario Franceschini, dopo aver consultato i presidenti delle Camera ha già indicato in mercoledì 11 dicembre il giorno in cui il Governo dovrà affrontare il passaggio parlamentare: la mattina alla Camera e il pomeriggo al Senato. Prima di recarsi da Napolitano il presidente del Consiglio al termine del vertice italo-israeliano a Villa Madama, ha indicato la via per rimettere in moto il Paese: “Dobbiamo alle nostri opinioni pubbliche e ai nostri cittadini delle risposte su temi concreti”, in particolare su “crescita e occupazione, obiettivo di ogni governo, del nostro in particolare”. Letta ha ricordato che l’esigenza di lavorare per la crescita e l’occupazione è particolarmente avvertita “in questo momento in cui l’uscita dalla crisi economica pare così a portata di mano, ma in cui la concretezza dei risultati deve essere assolutamente portata a un livello ancora maggiore di implementazione”. Il presidente del Consiglio ha ricordato tra l’altro come “incitare al razzismo, alla xenofobia, all’intolleranza, anche solo a parole, possa portare a esiti imprevisti e negativi”, tanto più in un momento di crisi economica e sociale.
Quanto ai dossier di politica estera, “abbiamo espresso una preoccupazione profonda per la situazione in Libia”, ha riferito Letta al termine del colloquio con il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. “Il Mediterraneo ha bisogno di stabilità e di governi che si possano assumere delle responsabilità e questo oggi non è il caso della Libia”, ha aggiunto Letta. “Abbiamo condiviso preoccupazioni e valutazioni che faranno parte di un percorso decisionale che assumeremo insieme, perché la situazione dell’instabilità libica non si può lasciare nelle condizioni in cui si trova oggi”. Il capo del governo ha inoltre riferito che l’Italia ha “espresso l’auspicio che il processo di pace in Medio Oriente vada avanti. L’Italia è da sempre amica della causa del processo di pace, spingiamo a tutti i costi perché veda il 2014 come anno della svolta. Lo vogliamo per i nostri amici palestinesi – ha proseguito Letta – e perché il processo di pace porterà la stabilità all’intera area e aiuterà moltissimo lo scenario internazionale. La situazione è matura perché si arrivi ad una soluzione pacifica sulla quale da tempo l’Italia è impegnata”. Quanto all’Iran, “guardiamo con cautela ma con fiducia al recente processo diplomatico e negoziale che ha preso piede a Ginevra. Incoraggiamo questo processo perché vada all’obiettivo: la denuclearizzazione sul campo miliare della capacità nucleare dell’Iran”, ha rilevato il presidente del Consiglio. “Ho ribadito al presidente Netanyahu che la sicurezza di Israele per noi non è negoziabile”, ha aggiunto. In merito ai risultati del vertice bilaterale, “Siamo riusciti con grande successo – ha annunciato il presidente del Consiglio – a finalizzare 12 accordi molto importanti che dimostrano la collaborazione finalizzata a intenti, obiettivi ma anche a cose concrete” tra Italia e Israele. Gli accordi firmati riguardano l’energia, la sanità, la ricerca, la cultura e questioni economiche. “Gli accordi – ha sottolineato il premier – devono diventare pratica, fatti concreti, qualcosa che aiuti i nostri paesi a migliorarsi e a creare le condizioni per la crescita e l’occupazione, obiettivo del nostro governo in un momento in cui l’uscita dalla crisi è a portata di mano ma in cui la concretezza dei risultati deve essere portata a un livello ulteriore di implementazione Israele –  ha concluso Letta – è il partner strategico per raggiungere risultati di crescita e sviluppo”.

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