Le ultime novità della manovra: anche il seggiolino con l’allarme anti abbandono dei figli

Antonio Troise

Il seggiolino anti abbandono dei bebé. Il ritorno della tassa sul fumo. Modifiche alla web tax, che colpirà anche l’e-commerce. Stop agli smartphone alla guida e anche al decreto Poletti che aveva allungato fino a 36 mesi il periodo dei contratti a tempo determinato. Una proposta targata Pd che sicuramente alimenterà un nuovo scontro fra il partito di maggioranza e il governo. La manovra economica 2018 fa i primi passi alla Camera. I voti in Commissione Bilancio cominceranno giovedì 14 con l’obiettivo di licenziare il testo entro il 18. Un tour de force necessario per rispettare i tempi e prevedere una terza e definitiva lettura al Senato entro la fine dell’anno. Non sarà una passeggiata perché è già iniziata la battaglia degli emendamenti.

Seggiolini e smartphone. Disco verde agli emendamenti approvati in Commissione Trasporti che prevedono una stretta sull’uso del cellulare alla guida. Novità dell’ultima ora, anche l’obbligo dei seggiolini con tanto di sistema di allarme anti-abbandono per evitare di dimenticare nell’auto i figli. Ora le modifiche dovranno superare l’esame della Commissione Bilancio. “Sono due temi centrali che hanno un impatto forte sui cittadini che ci hanno chiesto di intervenire per tutelarli”, spiega il deputato Pd, Emiliano Minnucci.

Contratti a termine. Il Pd corregge il tiro sui contratti a tempo determinato. E dopo aver sostenuto, nell’era Renzi, il decreto Poletti che estendeva a 36 mesi il periodo massimo di applicazione di questo rapporto di lavoro precario, con un emendamento alla manovra fa marcia indietro e torna al tetto dei 24 mesi. Una mossa dettata dalle sirene elettorali e dalla volontà di agganciare il popolo della sinistra. Ma che in realtà non convince neanche l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, non certo uno dei fedelissimi dell’attuale segretario democrat. “Il nostro faro – aggiunge la responsabile Lavoro del Pd, Chiara Gribaudo – è l’occupazione stabile per cui occorre potenziare gli incentivi alle assunzioni e le strutture pubbliche”.

Web tax. Al Senato il testo era stato approvato con una novità importante: l’entrata in vigore a partire dal 2019. Ora, alla Camera, i deputati hanno tutta l’intenzione di cambiare ancora una volta rendendo più stringente la tassa sui colossi di Internet. Il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, ha già fatto sapere che il governo non alzerà barricate e darà il via libera alle eventuali modifiche. In pista l’estensione dell’imposta anche all’e-commerce. E, il presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, pensa anche di estendere alle spedizioni dei pacchi il servizio universale. Un ulteriore colpo alla posizione privilegiata di Amazon e che ha l’obiettivo di favorire la concorrenza nel settore.

Fumo. Da una tassa all’altra: ritorna in campo l’ipotesi della tassa del fumo. Fra gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari sociali di Montecitorio c’é anche il rifinanziamento per 604 milioni del Fondo sanitario nazionale con la tassa sui tabacchi.

Inps e Inail. La commissione Lavoro della Camera insiste sulla riforma della governance dell’Inps e dell’Inail e mette a punto alcuni emendamenti alla manovra con l’obiettivo di stabilire una governance duale con la costituzione di un consiglio di amministrazione, superando l’attuale sistema monocratico di governo dei due istituti.

Fonte: Qn

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