Le rate dell’Italia, da nord a sud le famiglie sempre più indebitate

Il quadro economico del nostro Paese non è ancora roseo. Non lo è per niente. Si intravedono ogni tanto piccoli segnali di ripresa, ma nulla che possa far pensare a un vero e proprio riassestamento dei vari segmenti dell’economia. Uno dei fenomeni che ha generato questa condizione è certamente quello dell’indebitamento con la conseguente  richiesta di finanziamenti e prestiti. Sono diverse le agenzie che erogano prestiti con condizioni molto più elastiche rispetto ad altre oppure senza  l’ausilio della busta paga, ne è un esempio il gruppo Unicredit (maggiori dettagli su http://www.calcoloprestito.org/guida/unicredit).

Prestiti a nord e sud, l’Italia non è spaccata

Se in certi frangenti il Paese si trova sovente spaccato in due, per quanto riguarda la richiesta di prestiti, nord e sud sembrano andare quasi di pari passo senza cercare di contendersi il primato. Ma qual è l’identikit dell’italiano che richiede un finanziamento? Ebbene, stupirà forse notare che è piuttosto variegato, si va dal normale impiegato che magari si trova in cassa integrazione e non ce la fa a coprire tutte le spese di affitto o mutuo e delle utenze fino a chi, invece, vuole mantenere magari lo stesso tenore di vita che aveva prima della crisi e per non fare rinunce chiede dei finanziamenti.

La differenza, se di differenza si può parlare, forse la fa il sud per il fatto che a chiedere diversi finanziamenti sono i giovani, buona parte di loro proprio per cercare fortuna fuori dal Paese. Ovviamente, non avendo lavoro, a garantire sono i genitori o, in molti casi, addirittura i nonni che con la loro pensione, per quanto minima, sono quelli che trainano l’economia di diverse famiglie.

La falsa percezione della ricchezza

I finanziamenti richiesti nel 2016 sono stati pari a un importo di 107 miliardi e 700 milioni di euro, contro i 57 miliardi del 2004. Rispetto al 2015 i prestiti sono aumentati del 16,7% e sicuramente anche questo 2017 vede la percentuale salire. In molti però pensano che questo aumento sia positivo e che sia il preludio di un miglioramento economico. In realtà non è proprio così perché se da una parte è vero che gli italiani qualche acquisto in più lo fanno, dall’altra è pur vero che tali acquisti sono sempre più spesso rateizzati. Il rischio che si sta correndo, in diversi casi, è quello di non vedere la fine dei pagamenti.

Ci si indebita sempre di più e si fanno altri debiti per pagare i debiti precedenti col rischio davvero di finire seppelliti. I prestiti suscitano molto interesse soprattutto ora che i tassi sono scesi.

Tra quelli più richiesti ci sono i prestiti con la cessione del quinto, accessibili anche a chi ha redditi bassi o ha già finanziamenti in corso. Una condizione allarmante per certi versi che è sintomo di un’economia ancora stagnante.

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