LE NOTIZIE DEL GIORNO. Scontro nel governo sulla Tasi. Lo Stato mette in vendita le Poste. Bce cauta: l’eurozona non è uscita dalla crisi

 
Governo: tensione nell’esecutivo su casa, famiglia e politica estera. La Tasi provoca uno scontro con Scelta Civica che minaccia, in assenza di nuove modifiche alla legge, di non votarla anche se fosse posta la fiducia; replica il ministro Delrio: “impossibile cambiare ancora, speriamo che gli amici di Sc cambino linea”. Affondo del vicepremier Alfano a proposito della volontà di Renzi di disciplinare le unioni civili: “Se il Pd propone il matrimonio gay, ce ne andiamo un attimo prima a gambe levate”. Le nuove rivelazioni dell’ex prefetto Procaccini sul caso Shalabayeva provocano la richiesta, da parte di alcuni parlamentari renziani, di un chiarimento in Aula del ministro dell’Interno.
 
Forza Italia: si allungano i tempi per la nomina di Giovanni Toti a coordinatore unico, la strada per la scalata alla poltrona più alta del partito da parte del direttore di Tg4 e Italia Uno si complica. La vecchia guardia forzista non si vuole arrendere, amici e sodali di Verdini stanno facendo pressing su Berlusconi per convincerlo a porre alla testa del partito un comitato di 10 persone fra le quali due, lo stesso Verdini e Toti, con posizione di rilievo rispetto agli altri. Ma il Cavaliere non sembra voler desistere ed ha confidato ai suoi interlocutori di essere “stufo di veti e contro veti”.  
 
 
Politica estera
 
Francia: il Consiglio di Stato ha preso ieri pomeriggio la storica decisione di vietare “per motivi di ordine pubblico” ma anche “in difesa della dignità della persona umana” lo spettacolo che avrebbe inaugurato il tour del comico Dieudonné, famoso per il saluto pseudonazista della “quenelle” nonché per infarcire i suoi spettacoli di battute antisemite e negazioniste. Il verdetto è arrivato al termine di una giornata convulsa, nel corso della quale il ministro dell’Interno Valls e tutto il governo hanno rischiato di perdere la causa intentata contro il comico per vietarne l’esibizione.  
 
Ablyazov: sarà il ministro francese Jean Marc Ayrault a decidere se firmare o meno il decreto di estradizione del dissidente kazako, dopo il via libera dato dalla sezione istruttoria della corte d’appello di Aix en Provence alla sua consegna alla Russia o all’Ucraina. “Una decisione che non onora la giustizia francese” ha detto uno degli avvocati di Ablyazov, che ha sottolineato come esista il pericolo concreto che l’uomo finisca per ritrovarsi in Kazakhstan, dove rischia la tortura e la condanna a morte; i difensori hanno già annunciato il ricorso in Cassazione.  
 
 
Economia e Finanza
 
Poste: lo Stato italiano mette in vendita la storica azienda nata nel 1862. Prendendo esempio dalla privatizzazione di successo della Royal Mail del Regno Unito, il governo Letta si propone di cedere una fetta del 30-40% di Poste Italiane, con un incasso per il Tesoro di almeno 4 miliardi di euro; esclusa comunque la cessione di una quota di maggioranza. Obiettivo del piano favorire l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali e retail, ma anche  dei dipendenti che potrebbero essere rappresentati nella nuova governance aziendale.
 
Draghi: è prematuro cantare vittoria sulla crisi dell’Eurozona, nonostante i segnali di ripresa registrati. Per contrastare l’inflazione che resta troppo bassa, rispetto all’obiettivo di mantenersi inferiore ma vicina al 2%, la Bce ha rafforzato ieri la sua determinazione ad agire, se necessario, anche se per ora ha mantenuto invariati i tassi d’interesse e non ha annunciato alcuna altra misura. Il presidente Draghi ha indicato esplicitamente le due condizioni che potrebbero far scattare l’azione della Banca centrale e cioè un rialzo ingiustificato dei tassi del mercato monetario e un peggioramento dello scenario dell’inflazione.   

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