01212018Headline:

LE NOTIZIE DEL GIORNO. Renzi difende Lotti – Ad Alfano il record dei voli di Stato

Politica interna

Inchiesta Consip – Sul caso Lotti il Pd si divide. L’ex premier Matteo Renzi si schiera con il ministro dicendosi certo della sua innocenza. “Alcuni pubblici ministeri sono specializzati in inchieste che arrivano al nulla di fatto, pm che hanno un ruolino, una carriera che parla per loro”, afferma Renzi. “Giglio magico? Essere toscani non è reato”. E sul padre: “Umanamente sono vicino a lui, ha un avvocato e si difende; io sto con i giudici”. Il ministro Padoan difende i vertici Consip: “L’ad non è in una condizione per cui lo statuto contempli la decadenza”, dunque “il cda resterà in carica fino all’approvazione del bilancio dell’esercizio 2017”. Il M5S attacca Gentiloni: non ha la libertà di mandare a casa Lotti. Mentre il governatore della Puglia, Emiliano, uno dei candidati alla segreteria del partito invita Lotti a sacrificarsi. Sull’inchiesta Consip il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini punta il dito contro la fuga di notizie: “II tema del segreto di indagine non possiamo farlo gravare sugli organi di informazione, ma riguarda gli uffici giudiziari”. Nella replica il pm Woodcock invita a riflettere sulla legge che obbliga a informare i capi delle forze di polizia.

Intercettazioni / Voli di Stato – Con il via libera del Consiglio dei ministri alla fiducia sulla riforma del processo penale, ripartono i tentativi di mediazione sulle regole per le intercettazioni. La novità più importante riguarda i tempi entro i quali il ministro della Giustizia dovrà esercitare la delega per modificare le norme che regolano lo strumento delle intercettazioni: non più un anno ma tre mesi. All’interno del Pd, però, circolano sospetti sulla fiducia alla riforma della giustizia. I renziani temono che il voto blindato sia una mossa per le primarie. Anche Delrio è contro.
Ad Angelino Alfano spetta il titolo di frequent flyer istituzionale: è in cima alla classifica dei ministri che si servono dell'”aereo blu”. Su e giù per i cieli, lungo itinerari che quasi una volta su due lo portano nella sua Sicilia. Tutto con i voli di Stato. Il titolare degli Esteri è sottoposto a “protezione 1”: in sei mesi ha usato 68 volte “aerei blu” In 27 casi è tornato in Sicilia. Alcuni trasferimenti sono avvenuti in giorni nei quali non risultavano impegni istituzionali. Anche per Pinotti e Minniti vari rientri alle loro città. 

Politica estera

Migranti – Partner europei e Paesi del Nord Africa riuniti a Roma, forse entro pochi giorni, in un vertice sulla crisi dei migranti, con nuovi centri di controllo nelle nazioni di transito. Per Marco Minniti, ministro dell’Interno, bisogna dare continuità agli accordi avviati con il governo libico di Fayez Sarraj. “Impossibile accogliere tutti”, dice. Occorre “difendere i confini per salvare la Ue”. Il nodo della leadership: “L’Italia sia decisiva nelle trattative con la Libia e nelle politiche europee nel Mediterraneo”. La fotografia scattata dal Consiglio d’Europa sull’Italia è allarmante. Il rapporto sulla gestione dell’immigrazione nel nostro Paese dice che “l’Italia non ce la può fare da sola”. Perché i flussi in entrata sono massicci (più di 180 mila arrivi nel 2016, oltre 15 mila dall’inizio del 2017), ma soprattutto perché le cose funzionano malissimo in tutti gli step: registrazione, accoglienza, iter burocratici e rimpatri. Anche sulla mancata redistribuzione dei richiedenti asilo, frenata dalle resistenze degli altri Stati Ue, l’Italia ha le sue colpe per via degli “ostacoli burocratici”.

Wikileaks – E’ caccia grossa alla super-talpa: l’Fbi e la Cia hanno fatto scattare assieme un’immediata inchiesta penale per stanare la “fonte” di WikiLeaks, il dipendente o ex dipendente che avrebbe fornito a Julian Assange un vero e proprio arsenale di guerra cibernetica della Central Intelligence Agency facendo impallidire le fughe di notizie orchestrate in passato da Edward Snowden e da Chelsea Manning. Una violazione di strumenti e programmi hi-tech top secret che, se WikiLeaks ha invocato un dibattito sul loro controllo democratico, ha lasciato sotto shock sia i servizi segreti che la comunità tecnologica americana.

Economia e finanza

Fisco – Attrarre capitale, umano, finanziario e professionale, attraverso abbattimenti di tasse. La strategia del governo ha fatto uno scatto in avanti con la norma destinata ad attirare in Italia i “grandi ricchi” che si muovono sullo scenario internazionale offrendo loro in cambio una tassa secca di 100mila euro l’anno. Si punta anche al rientro dei cervelli. La norma rivolta ai grandi patrimoni durerà per 15 anni.Dal ministero dell’Economia si puntualizza: la “tassa acchiapparicchi” non è uno sgravio, un’elargizione ai miliardari, ma un provvedimento che aumenterà il gettito delle tasse nel nostro paese: “Così incasseremo più imposte e spenderemo i soldi per migliorare i servizi alla collettività”. Intanto, proroga al 21 aprile per rottamare le cartelle esattoriali: già 400mila adesioni.

Nuovo Jobs act / Def – Più tutele per maternità, malattia o infortunio. II Jobs act che riguarda 2 milioni di professionisti e partite Iva, sarà approvato oggi alla Camera per passare al Senato. Sì alla partecipazione degli autonomi agli appalti pubblici per incarichi di consulenza e ricerca. Estesi gli sconti fiscali per le spese di formazione. Regolamentato anche lo smart working senza vincoli di orario e luogo di lavoro. 
II ministero del Tesoro e i tecnici della Presidenza del Consiglio lavorano intanto a un mix di misure per definire nel Def l’ossatura del programma economico e delle riforme in vista della manovra d’autunno. Al centro delle valutazioni c’è la riduzione del cuneo fiscale insieme a una rimodulazione del bonus di 80 euro per i lavoratori dipendenti, alle aliquote Iva e interventi strutturali di revisione della spesa pubblica. Sul cuneo, che va a braccetto con le riflessioni sugli 80 euro, le prime ipotesi parlano di un intervento di 1-1,5 miliardi, attraverso la riduzione di cinque punti (per due terzi a beneficio delle imprese, e per un terzo ai lavoratori) dei contributi previdenziali per i nuovi assunti. Nel dossier Mef anche una spending review strutturale da 5-7 miliardi. Prima tranche di 850 milioni attesa già nella correzione che potrebbe slittare a maggio.

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