LE NOTIZIE DEL GIORNO. Primo via libera alla legge elettorale. Al via la privatizzazione delle Poste. Sconto del 20% sui pedaggi autostradali per i pendolari


Politica interna
 
Riforme – Con il voto favorevole di Pd, Forza Italia e Ncd, la Commissione Affari costituzionali della Camera ha dato un primo via libera alla nuova legge elettorale. Tuttavia alcune divergenze continuano a tenere alta la tensione e democratici e forzisti stanno cercando una nuova mediazione che eviti la formulazione di emendamenti potenzialmente in grado di mandare in frantumi l’intesa. Oltre alla definizione delle soglie di sbarramento, l’aspetto più divisivo è quello legato alla reintroduzione delle preferenze: Forza Italia è contraria, ma nel Pd ci sono sensibilità diverse, con il Premier Letta stesso favorevole. Ieri però il Ministro Franceschini si è esposto: “Le preferenze sono diventate popolarissime. Ma io sento il dovere morale di dire che sarebbe un errore reintrodurle”.
 
Forza Italia – Silvio Berlusconi ha nominato Giovanni Toti come “consigliere politico”, una figura che di fatto lo qualifica come numero due del costituendo organigramma della nuova creatura politica. Toti ha già presentato le dimissioni da direttore di Studio Aperto e Tg4. La nomina è stata salutata con favore anche da Angelino Alfano, secondo il quale si tratta di una scelta “che unifica il centrodestra”. E sono di ieri anche le nomine del sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, a responsabile della formazione degli amministratori locali di Forza Italia, e del senatore Andrea Mandelli a responsabile dei rapporti con le professioni.
 
Politica estera
 
Egitto – Nel giorno del terzo anniversario dalla caduta di Mubarak il Paese sembra essere sull’orlo della guerra civile. Quattro esplosioni hanno sconvolto ieri il Cairo, dove un ordigno ha danneggiato gravemente il Museo di arte islamica e i morti in tutto l’Egitto sono stati venti. I militari al potere hanno accusato i Fratelli musulmani per i disordini, mentre secondo alcuni analisti gli attentati bombaroli sarebbero opera di gruppi qaedisti del Sinai. Il governo ha invitato la popolazione a celebrare la ricorrenza della Rivoluzione, ma la Fratellanza ha annunciato 18 giorni continuativi di proteste, ovvero i giorni che servirono per ottenere le dimissioni di Mubarak.
 
Siria – Ribelli e filo governativi, le cui delegazioni sono arrivate a Ginevra, hanno accettato di incontrarsi oggi per discutere di un possibile corridoio umanitario a Homs, anche se le posizioni sul destino di Assad rimangono opposte e con ogni probabilità inconciliabili.  
 
Economia e Finanza
 
Privatizzazioni – La Presidenza del Consiglio ha emanato il decreto che dà il via all’annunciata stagione di vendite di quote azionarie da parte dello Stato. Tramite un’offerta pubblica di vendita saranno ceduti il 40% di Poste italiane, che vale tra i 4 e i 4,8 mld, e il 49% di Enav. Il valore della quota di minoranza dell’Ente nazionale per l’aviazione civile si aggirerebbe intorno a un miliardo di euro. Saccomanni stima di chiudere entro l’estate, ma ha chiarito che “il programma di privatizzazioni durerà almeno un paio d’anni”.
 
Cdm – Il Consiglio dei Ministri ha adottato diverse misure in materia economica, tra cui l’introduzione di uno sconto del 20% sulle tratte autostradali per i pendolari fino a 50 chilometri. Il Governo ha poi abrogato il taglio del tetto alle detrazioni dal 19 al 18%, prevedendo che i previsti risparmi per il fisco siano recuperati grazie a un riordino in via di definizione nella legge delega approdata in Parlamento. Sul fronte della lotta all’evasione è stato approvato il decreto che introduce la ‘voluntary disclosure’, ovverosia la possibilità di far emergere capitale detenuti illecitamente all’estero: gli sconti saranno solo sulle sanzioni e non sulle imposte dovute: “Il panorama internazionale è cambiato, sta finendo ovunque l’anonimato e chi ha portato i soldi all’estero rischia di non poterli più utilizzare”, ha avvertito Letta. Ancora un rinvio, infine, per la contestata revisione delle aliquote Tasi.
 
Bce – Dal World economic Forum di Davos, Mario Draghi ha dispensato prudenza e cauto ottimismo: “Non bisogna essere troppo ottimisti. Il quadro finanziario è migliorato in modo impressionante, ma sono ancora maggiori le probabilità che le cose vadano male invece di continuare a progredire”. Infatti “la ripresa è ancora debole, fragile e non allineata”, con una disoccupazione che nella zona euro “resta alta, oltre il 12%” e legislazioni che “discriminano i giovani”. Il presidente della Bce ha voluto però allontanare lo spettro di spinte deflattive in Eurolandia, assicurando che ad ogni modo la Bce è “pronta a usare tutti gli strumenti disponibili”. Draghi ha riconosciuto gli “aggiustamenti straordinari” dei Paesi periferici dell’Euro, ma si è mostrato inflessibile sulla necessità di “non accantonare il consolidamento fiscale”, accompagnando “meno tasse a meno spese governative”. Infine, molto rigida la posizione sugli imminenti stress test alle banche europee: “Quelle che non passeranno l’esame dovranno chiudere”.
 
Argentina – Il timore di un default del Paese sudamericano, dove il peso si è deprezzato del 17% sul dollaro in pochi giorni, ha gelato le piazze finanziarie mondiali (Milano -2,3%, con spread tornato a 225 punti base). Intanto, il Presidente Cristina Kirchner ha annunciato il ritorno al mercato libero dei cambi per i cittadini argentini nel tentativo di arginare la crisi valutaria, ma un’inflazione reale che si aggirerebbe intorno al 30% e il possibile deflusso dei capitali esteri propiziato dal ‘tapering’ della Fed potrebbero portare rapidamente al fallimento finanziario.  

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