LE NOTIZIE DEL GIORNO. Letta boccia le liste bloccate. Berlusconi, nuove accuse sul caso Ruby. Per la presidenza del Pd in pole Bersani. Ma spunta anche Barca


Politica interna
 
Legge elettorale: Enrico Letta fa sapere di non essere affatto d’accordo sulle liste bloccate. “Credo che i cittadini debbano essere resi più partecipi nella scelta dei candidati” ha detto il premier. La riforma è all’esame della Commissione Affari costituzionali della Camera e continua a dividere la maggioranza, con Ncd e minoranza Pd che chiedono modifiche. Replica Matteo Renzi, si potrà cambiare l’ ”italicum” in Parlamento ma solo se tutti saranno d’accordo; poi il segretario Pd ammonisce gli eventuali franchi tiratori, che non affosserebbero la legge elettorale ma la legislatura. Beppe Grillo, incontrando la stampa estera, dice che la proposta Renzi – Berlusconi è studiata per estromettere il M5S.
 
Ruby ter: Silvio Berlusconi è di nuovo iscritto sul registro degli indagati per un reato, corruzione in atti giudiziari, che potrebbe costargli fino a dieci anni di carcere, essendo già pregiudicato per frode fiscale in attesa del processo d’appello e non potendo più beneficiare delle attenuanti generiche. In Procura a Milano la parola d’ordine per la nuova inchiesta è quella di mediare, aspettare, fare le cose con calma e senza approfittare della minorata difesa del leader di Forza Italia, costretto anche a rinunciare ai suoi avvocati storici Ghedini e Longo, anch’essi indagati.
 
Pd: mentre non cala la tensione fra Renzi e Fassina, che accusa il neosegretario di mostrare “disprezzo per chi lo critica”, si cerca una figura unitaria per la sostituzione di Gianni Cuperlo come presidente del partito. In pole position c’è Pierluigi Bersani ma un altro dei nomi che circolano è quello dell’ex ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca, che potrebbe essere proposto pur non facendo parte della direzione né dell’assemblea. Altri papabili l’attuale vicepresidente Sandra Zampa, che a sua volta fa il nome di Walter Tocci; considerato troppo vicino a Renzi sembra invece Walter Veltroni.  
 
 
Politica estera
 
Marò: Emma Bonino ha espresso ai ministri indiani delle Finanze e del Commercio, incontrati a Davos nel corso dei lavori del “World Economic Forum”, la “profonda frustrazione” dell’Italia per la situazione dei due fucilieri di Marina tuttora trattenuti a New Delhi. Il ministro degli Esteri italiano ha chiesto ai due esponenti del governo indiano di attivarsi per l’avvio del processo e per evitare il rischio della pena di morte, ed avrebbe ottenuto l’impegno ad un intervento presso la polizia antiterrorismo per scongiurare il peggio. A Roma intanto proseguono le consultazioni alla vigilia della missione parlamentare in India della prossima settimana.
 
Ucraina: mentre la politica nazionale non trova soluzioni alla crisi, la protesta si allarga al di fuori della capitale Kiev; assalti ai palazzi del potere sono segnalati in diverse città, il governo sembra perdere sempre più il controllo delle piazze ed è soprattutto l’Ucraina occidentale a schierarsi contro Yanukovich, che ha solennemente affermato di voler impedire la divisione del Paese. Da Michail Gorbaciov arriva un appello ai presidenti russo ed americano perché intervengano con un’iniziativa di pace per evitare una catastrofe. Secondo il premier ucraino Azarov, in questi giorni presente a Davos al “World Economic Forum”, nel Paese è in corso “un colpo di stato” e le elezioni anticipate “non sono possibili”.    
 
 
Economia e Finanza
 
Privatizzazioni: dopo aver annunciato l’inversione di tendenza dell’economia italiana, che nel 2014 tornerà a crescere ma che vedrà anche un ultimo trimestre 2013 in campo positivo, il ministro Saccomanni ha delineato l’agenda delle privatizzazioni da cui il governo conta di incassare 8 – 10 miliardi nel prossimo biennio. Si comincerà con il 40% di Poste Italiane, cui seguirà una seconda tranche, ma sul tavolo ci sono anche i dossier di Sace e Grandi Stazioni, oltre a quote non di maggioranza di Enav, Stm, Fincantieri, Cdp Reti e gasdotto Tag ed il 3% di Eni.   
 
Rientro capitali: il governo accelera ed oggi il Cdm esaminerà un decreto legge per agevolare il rientro volontario dei fondi detenuti oltre confine. La proposta di “collaborazione volontaria” prevede sconti sulle sanzioni fiscali e penali fino al 30 settembre 2015, per le omissioni dichiarative commesse entro il 31 dicembre scorso; sanzioni aggiuntive pesanti sono invece previste per chi proponesse alle Entrate un patteggiamento fondato su dati e documenti falsi. Il Governo non ha quantificato i possibili incassi ma ha lasciato intendere che la dote rientrata andrebbe a finanziare la riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese, il pagamento dei debiti della Pa e gli investimenti.   
 

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