01212018Headline:

LE NOTIZIE DEL GIORNO. Le sentinelle della Coldiretti ai confini per bloccare i falsi made in Italy. Obama in campo nella guerra degli stipendi. Conto alla rovescia per le primarie del Pd

Politica interna
 
Legge elettorale: ad otto anni dall’entrata in vigore, nel 2005, e dopo aver regolato tre elezioni politiche nel 2006, 2008 e 2013, il cosiddetto “Porcellum” viene ritenuto incostituzionale dalla Consulta, che ha bocciato due capisaldi della legge, il premio di maggioranza alla Camera e al Senato senza che sia raggiunta una soglia minima di voti o di seggi, e le liste “bloccate” nella parte in cui non consentono di esprimere una preferenza. L’effetto giuridico della sentenza, che decorrerà tra alcune settimane, non appena saranno state rese note le motivazioni, prevede un ritorno al proporzionale puro, in vigore nella cosiddetta prima Repubblica, fino a quando nel 1993 fu sostituito dal Mattarellum; sta ora alle forze politiche, in Parlamento, ovviare a questa possibilità accordandosi su una nuova legge elettorale. Non nasconde la sua delusione per la sentenza Matteo Renzi, che parla di “scelta discutibile” della Corte Costituzionale; Silvio Berlusconi sintetizza il suo pensiero in un “decaduto io, decaduti tutti” che non nasconde la volontà di tornare quanto prima alle urne; idea condivisa da Brunetta, ma “dopo il rinnovo della legge elettorale”. Soddisfazione per Letta ed Alfano, che vedono ribaltata una situazione di oggettiva difficoltà con l’allontanarsi del ritorno al voto; il premier si è detto “molto soddisfatto” per la sentenza, aggiungendo che “Ora il Parlamento non avrà più alibi e dovrà trovare un accordo sulle riforme e sulla legge elettorale”. Nessun commento filtra dal Quirinale, di certo Napolitano farà di tutto per mettere in sicurezza la legislatura almeno fino alla primavera 2015, in modo da garantire alcuni interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza economica, ed almeno la legge elettorale.  
 
Primarie Pd: i tre sfidanti che si contenderanno domenica la segreteria del partito cercano di coinvolgere e convincere gli elettori. Aleggia lo spettro della bassa affluenza alla consultazione, anche se Cuperlo cerca di minimizzare l’allarme e dice che “anche un milione e mezzo andrebbe bene, ma credo che saranno due milioni”. Renzi confida nell’offensiva mediatica, annuncia che “bisogna eliminare le indennità dei gruppi delle Regioni” ed avverte di nuovo il governo sulle priorità da imporre a partire dal 9 dicembre. La sfida degli ultimi giorni è a colpi di “endorsement”, mentre Cuperlo incassa il sostegno di Nicola Zingaretti la ministra Kyenge annuncia che voterà per Renzi. Civati torna alla carica contro il governo delle larghe intese chiedendo “elezioni al più presto e nuovo premier per il semestre Ue”.    
 
 
Politica estera
 
Ucraina: riunione dei ministri degli Esteri europei oggi a Kiev per un appuntamento fissato già da tempo, ma che diventa occasione per rendersi conto di persona della situazione; mancheranno solo l’americana Terry, che ha cancellato l’impegno, e la nostra Emma Bonino. Nella capitale ucraina non sono isolate le voci che sostengono la tesi che Bruxelles abbia sottovalutato la complessa realtà dell’ex repubblica sovietica ed i bizantinismi del suo presidente Janukovich, che all’ultimo momento ha deciso, venerdì scorso al summit di Vilnius, di non firmare il trattato di associazione con l’Unione europea. Da questa decisione sono derivate le manifestazioni di protesta sedate con la violenza dalle squadre governative anti-sommossa. Ieri la Russia ha accusato apertamente la Nato di interferire negli affari ucraini ed ha denunciato “l’ampiezza delle azioni aggressive dell’opposizione”; il presidente Janukovic è in viaggio in Cina, mentre sul campo lo schieramento filo-europeista  è asserragliato nella piazza dell’Indipendenza a Kiev ed ha dato due giorni di tempo all’esecutivo per trovare una soluzione.  
 
Libano: il paese ha compiuto ieri un altro passo verso il baratro. Nel cuore della notte è stato ucciso uno dei comandanti militari di Hezbollah, Hassan Hulo al Laqiss, considerato molto vicino al leader Hassan Nasrallah. L’omicidio è stato rivendicato da una sigla sconosciuta, le Brigate dei liberi sunniti di Balbeck, probabilmente per alimentare l’ipotesi che si tratti di un episodio dello scontro settario tra sunniti e sciiti esploso sullo sfondo della guerra in Siria. Hezbollah accusa invece Israele, denunciando che i servizi segreti di Tel Aviv avevano già cercato di eliminare al Laqiss in diverse occasioni; Israele ha però negato.

Obama: il Presidente interviene nella disputa sugli stipendi che attraversa la nazione e parlando a Washington, ospite del “Center for American Progress” di impronta clintoniana, denuncia “diseguaglianze e carenze di mobilità” che “mettono a rischio il sogno americano”. Obama ha citato una raffica di statistiche su produttività nazionale, aumentata del 90% dal 1979, e redditi di una famiglia media cresciuti appena dell’8%, nonché sugli stipendi dei ceo che possono arrivare a 228 volte il reddito di un nucleo familiare. Ha fatto poi riferimento ad una frase del Papa chiedendo “Come è possibile che non faccia notizia la morte di freddo di un anziano senzatetto, mentre è notizia quando il mercato perde due punti?” Per invertire questa tendenza serve “un maggiore ruolo dello Stato”; il Presidente indica che la battaglia da perseguire con maggiore determinazione è quella sull’aumento del salario minimo, come chiesto nel giorno del Thanksgiving da migliaia di dipendenti della maggior catena di supermercati americana, Wal Mart.  
  
 
Economia e Finanza
 
Cuneo fiscale: la legge di stabilità inizia il suo percorso alla Camera con alcuni obiettivi e pochi soldi per attuarli, mentre al Senato iniziano le prime scaramucce sul decreto relativo all’Imu ed a Bankitalia, sulla cui costituzionalità si dovrà pronunciare oggi l’aula. In Commissione bilancio di Montecitorio è stata approvata una risoluzione che impegna il governo a destinare dal 2014 i risparmi che potranno arrivare dalla spending review alla riduzione del cuneo fiscale. Si registra però sull’argomento una certa freddezza da parte del ministro Saccomanni, che dagli Stati Uniti fa sapere che è presto per sapere se l’azione di Carlo Cottarelli potrà portare a risultati tangibili già quest’anno; le prime verifiche ci saranno nel 2014. Attese altre novità sul capitolo previdenza, c’è un certo consenso ad ampliare il meccanismo di indicizzazione delle pensioni, mentre si attende battaglia sul contributo per le pensioni d’oro.
 
Coldiretti: le sentinelle mobilitate da ieri all’alba al valico del Brennero per fermare e smascherare il falso made in Italy pronto a sbarcare sulle tavole italiane, hanno trovato mozzarelle tedesche destinate alla Sicilia, prosciutti partiti dalla Germania e pronti per essere consegnati a Modena, latte polacco diretto a Brescia ed altro ancora. Alla “Battaglia di Natale” hanno dato la loro solidarietà trasversale diverse forze politiche, in testa il ministro delle Politiche agricole e forestali Nunzia De Girolamo; la sua presenza ha però “sconcertato” Confindustria, secondo cui “il ministro ha dimostrato di non tenere in debita considerazione le disposizioni Ue che regolano l’originalità dei prodotti agroalimentari”. La questione ruota intorno all’informazione e alla sicurezza per i consumatori; secondo Coldiretti solo nell’ultimo anno sono scomparse 32.500 stalle ed aziende agricole e si sono persi 36mila posti di lavoro nelle campagne.

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