Le notizie del giorno. Italicum, via libera alla legge elettorale – Oggi si ferma la scuola, primo sciopero unitario dopo 7 anni

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Politica interna
 
Italicum – La Camera ha dato il via libera definitivo alla riforma della legge elettorale: l’Italicum passa con 334 voti a favore, 61 contrari e 4 astenuti. Il voto si è svolto a scrutinio segreto, su richiesta di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia e tutti i gruppi di opposizione, come preannunciato, non vi hanno partecipato uscendo dall’Aula prima del voto. Solo alcuni deputati sono rimasti nell’emiciclo per esprimere il proprio parere contrario. All’interno del Pd cresce la fronda dei dissidenti: Bersani mette in guardia il partito e dice che questo risultato è un dato politico da non sottovalutare, mentre Pippo Civati è pronto a lasciare i dem e a costituire un gruppo autonomo. Intanto, Sergio Mattarella oggi firmerà la legge: l’Italicum entrerà in vigore a luglio 2016 e varrà solo per la Camera.
 
Riforma scuola – La scuola italiana si ferma oggi per il primo sciopero unitario dopo sette anni: una mobilitazione per dire no alla riforma del governo Renzi. I sindacati scenderanno in piazza in sette città (Roma, Milano, Bari, Catania, Palermo, Cagliari e Aosta), ma iniziative sono previste in tutta Italia. Il premier assicura che non si faranno passi indietro, ma l’esecutivo sarebbe pronto a fare parzialmente retromarcia, per esempio ridando potere agli organi collegiali e togliendone ai presidi, che non decideranno da soli il piano di offerta formativa triennale, come previsto dal testo originario. Critica la leader Cgil Susanna Camusso che definisce la scuola che esce da questa riforma «elitaria». Pronta la replica del ministro Giannini: forse non ha letto il disegno di legge.
 
 
Politica estera
 
Usa – Strage evitata al Curtis Culwell Center di Garland, in Texas, grazie alla prontezza di un poliziotto. Mentre era in corso una gara tra disegnatori invitati a proporre vignette su Maometto, due “lupi solitari” che avevano giurato fedeltà all’Isis hanno attaccato il centro, tentando di replicare l’attentato a Charlie Hebdo. Elton Simpson, afroamericano convertitosi all’islam in giovane età, e il suo coinquilino Nadir Soofi sono stati uccisi durante una sparatoria durata appena 15 secondi. Nel mirino dei terroristi c’era anche il politico olandese Geert Wilders, ospite della manifestazione: per le sue idee ultraconservatrici è nella lista delle persone da colpire di al Qaeda.
 
Gran Bretagna – A due giorni dal voto e con la quasi certezza di uscirne sconfitto, David Cameron elabora una strategia per rimanere a Downing Street. A rivelare le intenzioni del leader conservatore è il Financial Times, che cita come fonti alcuni suoi consiglieri. Se giovedì notte, a urne chiuse, dovesse venire fuori che i Tories sono il partito di maggioranza relativa, ma senza i 326 seggi necessari alla maggioranza assoluta neanche alleandosi con liberaldemocratici e altri partitini, il “piano B” di Cameron prevede di dichiarare comunque la sua vittoria in quanto capo del maggiore partito britannico. A questo punto si presenterà di fronte alla regina con un governo di minoranza e sfiderà i laburisti a votargli la fiducia. E la palla passerà al Labour, che a sua volta potrebbe proporre un esecutivo di minoranza. Per capire come si dipanerà la matassa bisogna prima di tutto vedere quale sarà il distacco tra conservatori e laburisti.
 
 
Economia e Finanza
 
Stime Ue – Da Bruxelles sono in arrivo per l’Italia numeri positivi ma anche richieste di chiarimenti e ammonimenti. Oggi il commissario Ue per gli Affari economici, Pierre Moscovici, pubblicherà le previsioni di primavera che dovrebbero confermare i dati contenuti nel Documento di economia e finanza: Pil +0,6% nel 2015 per salire a un +1,4% nel 2016, debito al 2,6% quest’anno per scendere al 2% il prossimo. Ma su queste previsioni pesa la mina pensioni: la bocciatura da parte della Consulta della norma Monti-Fornero crea un’incognita su cui la Commissione ha bisogno di chiarimenti. In vista della valutazione del Def, l’istituzione Ue chiederà informazioni al ministero del Tesoro sia in merito alle restituzioni per lo sblocco delle indicizzazioni delle pensioni più alte, sia sul rischio di ingenti perdite nei contratti sui derivati per i tassi di interesse del debito.
 
Pensioni – Si sta definendo in queste ore la strada che il governo vuole imboccare per risolvere il problema creato dalla sentenza della Corte costituzionale sulla norma Fornero. L’esecutivo starebbe pensando a un decreto legge “sospensivo”, da varare entro maggio, per evitare i ricorsi in arrivo. Contemporaneamente si definirebbero tre scaglioni per stabilire quanto ridare e a chi. Poi più avanti, con la legge di Stabilità, l’arrivo delle famosa flessibilità in uscita con un assegno pensionistico inferiore. Altra possibile soluzione sarebbe la restituzione delle somme dovute ai pensionati con un meccanismo di rateizzazione triennale o quadriennale. Secondo Antonio Misani del Nens, centro studi che fa capo a Bersani e Visco, l’impatto della decisione della Consulta sui conti dello Stato sarebbe di 16,6 miliardi.

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