LE NOTIZIE DEL GIORNO. Infuria il caso-Cancellieri, Pd nel caos: tessere false e congressi pilotati, Datagate: le spie accusano i politici

Capitalismo familiare: Giulia e Salvatore Ligresti

Politica interna
 
Cancellieri: infuria il caso, bufera sul ministro della Giustizia per le due telefonate con i Ligresti, dopo le quali contattò l’amministrazione penitenziaria per sensibilizzarla sulle condizioni di salute dell’allora detenuta Giulia Ligresti. La Cancellieri prova a resistere pur ammettendo di essere amareggiata, ha parlato con gli altri ministri e con il Presidente Enrico Letta ed a tutti ha garantito di non essere venuta meno ai suoi doveri; ma ora  anche il Pd chiede di ascoltare in Parlamento la sua versione dei fatti sulle parole pronunciate con la compagna di Salvatore Ligresti che riguardavano le condizioni di salute della figlia Giulia: “A seguito di quanto dirà, ciascuna forza politica farà le sue valutazioni” ha detto il responsabile Giustizia dei democratici Danilo Leva. Fermo nella richiesta di dimissioni il Movimento 5 Stelle, che presenta una mozione di sfiducia. Schierato su posizioni più garantiste il Pdl, Cicchitto teme soprattutto la deriva che questo affaire potrebbe innescare, la Santanchè invita la Cancellieri a rimanere al suo posto ma, per coerenza, ad inviare gli ispettori alla Procura di Milano per ripristinare la giustizia sul caso della telefonata di Berlusconi in questura per il rilascio di Ruby.   
 
Pd: intervenendo ad una trasmissione televisiva Gianni Cuperlo si dice “angosciato” dallo tsunami dei congressi locali che sta investendo il partito in tutta Italia, con il caos delle tessere false e degli iscritti “gonfiati”. Il principale candidato anti-Renzi alla segreteria dei democratici si appella agli altri concorrenti chiedendo di fermare immediatamente il tesseramento, cambiando le regole in corsa, “per evitare di perdere la nostra credibilità”. Ma i renziani non ci stanno ed anche qualche bersaniano si dice perplesso, mentre Civati rivendica di essere stato il primo a denunciare il problema e Pittella chiede “che si interrompa il confronto muscolare”. Martedì se ne discuterà nella commissione per il congresso, che esaminerà i casi sospetti verificatisi in 12 città.     
 
Berlusconi: il Cavaliere liquida le voci che vorrebbero la figlia Marina candidata alla sua successione, certificando l’impossibilità di cederle il testimone perché lei non vuole, sebbene sicuramente all’altezza della sfida. “Credo comunque sia ancora necessario, in una forma o nell’altra, il mio impegno personale” chiosa Berlusconi che aggiunge “Nessuno può togliermi il diritto di restare alla guida del movimento che ho fondato, finché milioni di italiani lo vogliono”. L’ex premier sparge l’impressione che il voto sia realmente dietro l’angolo, a portata di mano, e conferma che il partito non arretra sulla legge di Stabilità; anche i falchi lo seguono e dai loro discorsi si capisce che danno la crisi come praticamente fatta. La colomba Cicchitto parla invece di “un’altra giornata paradossale” ed accusa gli anti-Letta: “Stanno rendendo a Berlusconi un pessimo servizio”.     
  
 
Politica estera
 
Datagate: il capo della Nsa Keith Alexander esce allo scoperto andando in rotta di collisione con Washington ed in particolare con il segretario di Stato John Kerry che ieri aveva affermato ”Dobbiamo ammettere che in qualche occasione siamo andati troppo in là. Le agenzie di sicurezza si sono mosse con il pilota automatico senza consultarsi con i vertici politici. Non deve accadere più”. Secca la replica di Alexander “Io non mi sono sposato con questi programmi, se ci fosse un modo migliore per combattere il terrorismo ne sarei felice. Non siamo stati noi a decidere di spiare diplomatici e leader degli altri paesi, ci è stato espressamente chiesto dai politici, ambasciatori per primi”. L’uscita del capo dell’agenzia spezza un tacito accordo, un equilibrio ed un gioco delle parti che finora aveva retto alla “tempesta Snowden”, con i politici nella parte delle colombe ed i militari-spie nella parte dei falchi.     
 
Grecia: il paese ripiomba nella tensione dopo che due membri di Alba Dorata, il movimento neonazista i cui capi sono in carcere come presunti mandanti dell’omicidio dell’attivista di estrema sinistra Pavlos Fyssas, ucciso a metà settembre, sono stati a loro volta uccisi ieri a colpi di mitra da due sicari in motocicletta. Gli assassini hanno agito con fredda professionalità, secondo la polizia si è trattato di un’esecuzione premeditata, forse una vendetta per la morte di Fyssas, ed ora si teme la reazione di Alba Dorata le cui “squadre” non hanno mai disertato le piazze. Si attende intanto l’arrivo nel Paese dei rappresentanti della Trojika, la commissione mista Ue, Bce ed Fmi che dovrebbe contestare al governo Samaras un ulteriore “buco” da due miliardi.    
 
 
Economia e Finanza
 
Tasse: per evitare la riscossione della rata di dicembre dell’imposta sugli immobili occorrono 2 miliardi di euro. Una delle ipotesi più gettonate al momento sarebbe quella di far anticipare alle banche il versamento di parte dei 2,2 miliardi di euro che dovrebbero pagare nel 2014 per il cambio delle regole di svalutazione dei crediti in sofferenza. In alternativa ci sarebbe l’ipotesi dell’aumento degli acconti, sempre per banche ed assicurazioni, di Ires e Irap. Altro tema incandescente è quello dell’alleggerimento della Tasi, soprattutto dopo gli attacchi dei falchi del Pdl; quanto effettivamente peserà la tassa dipenderà comunque dalle decisioni dei Comuni, ai quali il governo ha messo un tetto al 2,5 per mille garantendo un miliardo di euro per alleggerire il tributo. Se per il centro destra quella sulla casa è la madre di tutte le battaglie, il Pd insiste per le modifiche da applicare al cuneo fiscale in modo da lasciare più soldi nelle tasche dei lavoratori; si ipotizza di concentrare gli sconti nella fascia di reddito tra 26mila e 35mila euro, oltre ad introdurre sgravi per i figli.  
 
Bce: le stime di Eurostat mostrano come l’inflazione europea sia scivolata in ottobre allo 0,7%, lontana dall’obiettivo appena sotto al 2% della stessa Bce; colpisce il dato italiano, con i prezzi scesi dello 0,3% da settembre, per il secondo mese consecutivo. Non è detto che la Banca centrale reagisca subito con un taglio dei tassi d’interesse, benché grandi istituti bancari se lo aspettino per questo mese o per il prossimo. Possibile che martedì il Consiglio si spacchi e dunque probabile un rinvio sulle decisioni da prendere per evitare che la deflazione rimetta radici in Europa. Ma la prospettiva di un taglio dei tassi ha portato sui minimi lo spread Btp Bund tedesco, facendo balzare l’Euro ma senza riuscire a riportare l’ottimismo sui mercati azionari, che hanno tutti chiuso in lieve ribasso.     
 

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