01182018Headline:

LE NOTIZIE DEL GIORNO. Il massacro di Parigi: “Barbari, reagiremo” – Le minacce dell’Isis: ora tocca a Roma – Il Papa: non abbiamo paura, faremo il Giubileo

Politica interna
 
De Luca: entra nella fase forse decisiva l’inchiesta sulle manovre che sarebbero state poste in essere dall’avvocato napoletano Manna per ottenere una nomina di prestigio nella sanità campana sfruttando la designazione della moglie, il giudice Anna Scognamiglio, come relatrice del ricorso proposto dal governatore della Campania contro la sospensione imposta dalla legge Severino. La Procura di Roma è pronta a interrogare De Luca, indagato di “corruzione per induzione”, insieme ad altre persone coinvolte, fra le quali l’ex capo della sua segretaria Nello Mastursi. La giudice Scognamiglio ha presentato agli inquirenti un certificato scolastico che dimostrerebbe come nell’intercettazione con il marito, captata durante l’udienza del giudizio su De Luca, i riferimenti ad un “nulla osta” del preside si sarebbero riferiti ad un fatto reale e non fossero parole in codice. Martedì l’intera vicenda tornerà all’esame della prima commissione del Csm.
 
Berlusconi: l’incubo del Cavaliere è Beppe Grillo ed una eventuale vittoria del M5S, di cui sarebbero complici gli elettori di Salvini che, in caso di ballottaggio tra Pd e pentastellati, andrebbero alle urne per premiare il comico. Il leader di Forza Italia è tornato ieri sull’argomento, in un collegamento telefonico con una convention a Milano, affermando che, senza il suo partito, al secondo turno tutti i sondaggi danno vincenti i Cinque Stelle, che prenderebbero il voto di una gran parte dei leghisti, nei confronti del Pd. Senza Forza Italia insomma “si andrebbe incontro ad un futuro pericoloso”. Salvini, chiamato indirettamente in causa, rifiuta di cadere nel tranello e risponde solo che “noi leghisti, a differenza del M5S, vogliamo governare per cambiare le cose”.  Intanto i sondaggi dicono che astensionisti e indecisi si attestano intorno al 35%, mentre il Pd si conferma al primo posto seguito da Cinque Stelle e dalla Lega, che precede Forza Italia.     
 
 
Politica estera
 
Terrorismo: gli attentati senza precedenti del 13 novembre hanno fatto, secondo l’ultimo bilancio provvisorio, 129 morti e 352 feriti, dei quali 99 tuttora gravissimi. Ad entrare in azione sarebbero stati 7 jihadisti kamikaze, tutti con lo stesso giubbotto esplosivo, divisi in tre squadre che hanno colpito in sei punti della capitale; la ricostruzione si basa sul dettagliato resoconto offerto dal procuratore di Parigi François Molins. Il presidente francese Hollande ha definito l’intera operazione “un atto di guerra” commesso da un’armata di terroristi, lo Stato islamico, contro un Paese libero, e “preparato, pianificato e organizzato dall’esterno della Francia con complicità all’interno”. Ha poi aggiunto che la Francia risponderà in maniera spietata contro questa barbarie assoluta, al suo interno con l’ulteriore rafforzamento delle misure di sicurezza e all’esterno proseguendo la lotta militare sul terreno contro gli uomini del Califfato. Le parole di Hollande sono state riprese e condivise da Nicolas Sarkozy, suo principale avversario politico, che si è impegnato a sostenere “tutte le decisioni del governo che andranno nella direzione di un drastico rafforzamento delle misure di sicurezza”. Ancora più esplicita Marine Le Pen, terzo protagonista della scena politica nazionale, che ha chiesto massimo controllo alle frontiere e riarmo delle forze di sicurezza, militari, polizia, di intelligence e doganali. Il premier italiano Matteo Renzi ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese; ha poi chiesto a tutte le forze politiche di collaborare per la creazione di un clima di unità nazionale, lasciando da parte divisioni e polemiche per affrontare insieme una sfida che durerà anni.     
 
 
Economia e Finanza
 
Yuan: la diplomazia economica cinese ha vinto, l’inclusione dello yuan nel paniere del fondo monetario internazionale è ormai cosa fatta. I tecnici dell’Fmi hanno stabilito che il renmimbi, l’altro nome della valuta cinese, ha raggiunto i requisiti per entrare nel paniere dei “Diritti speciali di prelievo”; questo significa che la moneta di Pechino potrà essere affiancata al dollaro, alla sterlina, all’euro e allo yen come valuta di riserva usata dal Fmi per sostenere la liquidità globale. L’endorsement di Christine Lagarde, quando ha dichiarato che la Cina ha fatto la sua parte per adeguarsi agli standard richiesti, ha riempito di soddisfazione il Governatore della Banca centrale Zhou Xiaochuan. Sono passati solo otto messi da quando la Cina ha ufficialmente richiesto un parere favorevole al Fondo, allinearsi ai limiti richiesti è stato un vero e proprio bagno di sangue che ha portato alla svalutazione della moneta di due punti, ora bisogna vedere come reagiranno i mercati e cosa succederà alla moneta.
 
Tasi: il capitolo casa è tra quelli centrali della manovra finanziaria ed è al centro delle analisi delle istituzioni di ricerca e dell’Ufficio parlamentare di bilancio. Sotto osservazione le conseguenze della cancellazione dell’imposta sull’abitazione principale, sia come spinta ai consumi che come effetto sulle politiche economiche dei Comuni e della finanza locale. Sul primo punto la conclusione raggiunta è che la scelta del governo potrebbe valere circa 1,5 miliardi di maggiori consumi, di cui 1,1 riguarderebbe beni e servizi prodotti nel Paese, mentre la restante parte sarebbe assorbita dalle importazioni. Il governo è poi ancora in cerca di una soluzione al nodo dei circa 900 Comuni che hanno approvato in ritardo le delibere di ritocco delle aliquote, e non potranno dunque applicare una Tasi maggiorata nel versamento di saldo del prossimo dicembre.        

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