01202018Headline:

LE NOTIZIE DEL GIORNO. Il governo in Aula l’11 dicembre per la verifica. Ancora da sciogliere la questione Imu. Ceto medio tartassato dall’Irpef


Politica interna
 
Governo: Mercoledì 11 dicembre il Premier Enrico Letta, incontratosi ieri con Giorgio Napolitano, tornerà per la quinta volta davanti alle Camere per ottenere la fiducia politica. Si tratterà di una prassi istituzionale, dato che, secondo quanto detto da Palazzo Chigi e dal Presidente della Repubblica, i rapporti fiduciari tra Governo e Camere non è mai venuto meno. Letta, dunque, non ha intenzione di dare le dimissioni. Anzi, è tornato a ribadire che il suo obiettivo è di mettere in atto risultati concreti per poter uscire dalla crisi economica, un meta definita dallo stesso “a portata di mano”.
 
Legge elettorale: Ieri la commissione del senato ha deciso di rinviare la riforma sulla legge elettorale, manovra che permetterebbe di cancellare il cosiddetto “Porcellum”, formulato da Calderoli nel 2005. Oggi la Consulta potrebbe concedere altri 40 giorni al Parlamento prima della valutazione dell’ammissibilità del ricorso. Se il premio di maggioranza, previsto dal Porcellum, fosse cancellato, si tornerebbe a un sistema proporzionale puro. Tuttavia, il rinvio ha suscito forti polemiche, soprattutto da parte del Movimento 5 Stelle e lo stesso Calderoli, il quale in un’intervista a Repubblica ha dichiarato che, a causa delle primarie del Pd, si tornerà a votare a Marzo sempre con il Porcellum.
 
Pd: In vista delle primarie di lunedì 9 dicembre, Matteo Renzi ha dichiarato che, nel caso dovesse vincere, proporrà da subito il nuovo programma del partito e s’impegnerà a nominare la segreteria il prima possibile. Un messaggio per le “larghe intese”: “o entro due mesi vengono approvate […] la riforma della legge elettorale e l’abolizione del Senato […], oppure che senso ha andare avanti?”. Inoltre, il sindaco di Firenze ha lasciato intendere che non si accontenterebbe di una “vittoria dimezzata”, che lo costringerebbe a venire a patti con Cuperlo o con Civati. Tuttavia, questa è una possibilità, dato che i sondaggi prevedono una bassa affluenza alle primarie e inoltre Renzi è sceso al 56%.  
 
Politica estera
 
Israele: Ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un incontro con Enrico Letta. Argomento principale dell’incontro è stata la questione Iran: secondo Netanyahu non ci si deve fidare dell’Iran, soprattutto sull’accordo sul nucleare firmato due settimane fa a Ginevra. Ottimisti invece il premier italiano e il Ministro Emma Bonino, i quali dichiarano di aver fiducia sul fatto che gli iraniani proseguiranno il loro percorso di pacificazione con l’Occidente. Un punto comune tra i due presidenti riguarda tuttavia la crisi siriana: entrambi non sanno chi scegliere tra Assad e i ribelli. Netanyahu ha fatto visita anche a Papa Bergoglio, il quale prossimamente si recherà in Israele, probabilmente a maggio.
 
Ucraina: Ieri a Kiev sono scese in piazza migliaia di persone pro-Europa a chiedere giustizia per il violento sgombero della piazza venerdì notte. Il presidente ucraino Viktor Yanukovich ha condannato le forze di polizia, colpevoli di aver malmenato gli studenti manifestanti, e ha dichiarato di essere rimasto all’oscuro della faccenda. Il premier, tuttavia, ha anche affermato che l’opposizione vorrebbe il “colpo di Stato”, dato che Yulia Timoshenko, in carcere dal 2011, ha invocato la “protesta permanente” contro il governo Ucraino e soprattutto contro Putin, il quale vorrebbe l’Ucraina dentro l’Unione doganale russa.  
 
Economia e Finanza
 
Fisco/1: La questione Imu rimane un problema ancora irrisolto. Il decreto del 30 novembre, che prevede l’eliminazione della seconda rata, obbligherà i cittadini a pagare una “mini-Imu” il prossimo 16 gennaio. Tuttavia un’alternativa c’è: rinunciare alle detrazioni sulla nuova Tasi,  tenendo conto che il costo, valutato all’inizio in 150 milioni, ora sale a 400 milioni di euro, secondo le prime proiezioni dell’Anci.
 
Fisco/2: Oggi il Premier Letta firmerà il decreto legislativo che cambierà l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), manovra che contribuirà a far pesare di più i conti correnti per poter ottenere varie esenzioni e prestazioni di carattere sociale, come l’assegno di maternità o la precedenza sulle graduatorie degli asili nido. Questa manovra, insieme a quella proposta dal Viceministro del Lavoro, Maria cecilia Guerra, contribuirà a smascherare chi utilizza esenzioni non rispettandone le peculiarità e chi evade il Fisco.  Su quest’ultimo punto aumenteranno i controlli: alcune informazioni dovranno essere autocertificate (come auto di lusso, imbarcazioni, etc); altre invece saranno acquisite dall’Inps e dall’Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda i conti correnti, si prenderà a campione un giorno casuale degli ultimi tre mesi dell’anno. Il nuovo Isee prevedrà la possibilità di definire l’appartenenza di un soggetto non ad un solo nucleo familiare, ma anche a uno diverso, a seconda della prestazione. 
 
Fisco/3: Secondo le analisi statistiche sulle dichiarazione dei redditi presentate nel 2012, risulta che i cittadini appartenenti al “ceto medio” siano quelli più soggetti a tassazione Irpef. Sarebbero 152,2 miliardi le somme sottratte all’anno per questa categoria, assieme ai 14,4 miliardi di addizionali regionali e comunali. L’Istat ha dichiarato che su 41,3 milioni di contribuenti, 9,8 milioni non pagano nulla (o perché appartenenti alla no tax area o perché annullano l’imposta con le detrazioni) e 388 mila dichiarano redditi negativi. Il 5% più ricco, composto da coloro che stanno sopra i 2600 euro netti, paga da solo il 38,4% dell’Irpef.

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