01212018Headline:

LE NOTIZIE DEL GIORNO. Bersani, tecnicamente riuscito l’intervento al cervello. Solo da Grillo nessuna solidarietà. Renzi a Fassina: non ci si dimette per una battuta


Politica interna
Il dibattito nel Pd – Dopo le dimissioni da sottosegretario di Fassina, arriva la replica di Renzi: non ci si dimette per una battuta e io non sarò mai un grigio burocrate che non può scherzare né sorridere.
Mentre Letta lavora al “patto di governo” da chiudere entro 20 giorni, da oggi prendono il via le consultazioni parallele del premier e di Renzi sulle riforme. Tra queste prioritaria la legge elettorale: infatti Alfano, Berlusconi e Letta temono che Renzi miri a far cadere il governo e andare al voto in breve tempo
Il malore di Bersani – Nella mattinata di ieri le agenzie diffondevano la notizia destinata a contrassegnare la giornata politica di ieri: l’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani, 63 anni, è stato colpito da emorragia cerebrale mentre era in famiglia a Piacenza. In serata è stato sottoposto a Parma a un intervento chirurgico di quattro ore giudicato “tecnicamente riuscito”. Il paziente è in prognosi riservata e solo oggi i medici potranno stilare un primo bilancio sulle sue condizioni
Immediati, come sempre in questi casi, i messaggi di solidarietà bipartisan e gli auguri da parte delle cariche istituzionali. Brilla per l’assenza Beppe Grillo
Politica estera
Medio oriente – Nell’ Angelus di ieri il Papa ha annunciato che il prossimo maggio si recherà ad Amman, Betlemme e Gerusalemme per commemorare l’incontro fra Paolo VI e il patriarca Atenagora che avvenne 50 anni fa. Sarà l’occasione per attivare la “diplomazia parallela vaticana” nel tentativo di sbloccare i colloqui di pace Israele-palestinesi e di fermare la strage in Siria
Guerra al terrorismo – Dopo la conquista di Falluja e Ramadi, città irachene roccaforti della minoranza sunnita, Al Qaeda torna a rappresentare una minaccia globale: la rete dell’organizzazione si estende dal Caucaso all’Africa
Economia e Finanza
Conti pubblici – La schizofrenia legislativa intorno alle misure sulla casa rischia di creare un ingorgo tra pagamenti vecchi (mini-Imu residuale) e nuovi (la Tasi, sui servizi indivisibili). Per questo il governo si riunirà domani per fare il punto sul nodo ingarbugliato dei pagamenti: l’orientamento sarebbe quello di rinviare a giugno il pagamento della Tasi, uguale per tutti per evitare che ogni Comune fissi la propria. Probabile che l’aliquota massima sulle prime case sia fissata nel 3,5 per mille della rendita catastale rivalutata.
Unica consolazione, Saccomanni promette: il 2014 sarà l’anno della svolta, si consoliderà la ripresa e caleranno le tasse.

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