12142017Headline:

LE NOTIZIE DEL GIORNO. Berlusconi: i miei figli sono come gli ebrei sotto Hitler. Ed è bufera. Ancora incerto il destino della seconda rata Imu


Politica interna
 
Pdl – Un’occasione per “chiarirci una volta per tutte”, così Silvio Berlusconi definisce il Consiglio nazionale del Pdl, convocato per sabato 16. Ma anche un’occasione per riprendere in mano le redini del partito prima dell’approvazione della legge di Stabilità al Senato e del voto sulla decadenza. Quella di anticipare il Consiglio nazionale al 16 è stata una decisione sofferta e a sorpresa, in quanto il Cavaliere aveva promesso ad Alfano che non avrebbe chiamato alla conta il partito fino a quando non si fosse trovato un accordo interno, per non spaccare la sua creatura “in un momento per me così delicato”. Ma lo scontro ormai furioso fra “lealisti” e “governativi” ha fatto cambiare idea a Berlusconi. Uno scontro suggellato dalla riunione dei “governativi” di due sere fa, durante la quale è emersa la ferma volontà di non far cadere il governo, soprattutto alla luce del fatto che ci sono i numeri per governare anche senza l’appoggio di Berlusconi.
 
Berlusconi – L’anticipazione del nuovo libro di Bruno Vespa, che distilla il “Berlusconi-pensiero”, scatena un pandemonio politico. Questa la citazione incriminata dell’ex premier: “I miei figli sono come gli ebrei sotto Hitler”. Il Cavaliere si è dovuto affrettare a porre rimedio al clamore mediatico suscitato dalle sue parole denunciando una “polemica strumentale” ai suoi danni, respingendo l’accusa di essere un antisemita e dichiarando la sua profonda amicizia verso Israele. Commenta Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane: “Ogni paragone con le vicende della famiglia Berlusconi è non soltanto inappropriato e incomprensibile ma anche offensivo della memoria di chi fu privato di ogni diritto e, dopo atroci e indicibili sofferenze, della vita stessa”.
 
Pd – Il tesseramento si ferma lunedì, ma solo con il consenso di tutti i quattro candidati alla segreteria del Pd. Questa la soluzione partorita dalla segreteria del Partito democratico ieri pomeriggio. Consenso che per ora sembra non esserci (si dichiarano contro Pippo Civati e Gianni Pittella), ma che al Nazzareno contano di ottenere a breve. La questione del tesseramento va avanti da giorni, tra sospetti di brogli, polemiche e scontri. Ieri mattina Guglielmo Epifani ha fornito i dati parziali del congresso. Si è votato in 88 congressi provinciali e il tasso di rinnovamento dei segretari ha raggiunto il 95 per cento. Gli iscritti che hanno votato sono 230mila. Gli iscritti al partito sono 600mila, “molti meno di quelli dell’altro congresso, che erano oltre 800mila”. Ma Epifani non ha voluto nascondere quel che è sotto la luce del sole: “Ci sono situazioni locali nelle quali si denuncia una violazione delle regole” … “in questi casi la commissione per il congresso e quella di garanzia faranno stringenti e rigorosissime verifiche”.
 
Scelta Civica – L’ennesima spaccatura tra popolari e montiani si è consumata ieri in occasione dell’elezione del capogruppo del Senato, il “popolare” Lucio Romano, che ha preso il posto di Gianluca Susta messo ormai in minoranza. Una scelta non condivisa dai montiani che hanno manifestato il loro dissenso disertando la votazione. Poco dopo, 36 parlamentari dell’area montiana hanno messo nero su bianco la loro protesta per il blitz del Senato, e hanno chiesto a breve una verifica “politico-programmatica”.
 
 
Politica estera
 
New York – Il nuovo sindaco di New York è il democratico Bill de Blasio, che vince con uno schiacciante 73% a 24% sull’avversario repubblicano, Joseph J. Lhota. Risultato così commentato da de Blasio: “Avete parlato forte e chiaro per una nuova direzione nella nostra città” … “non lasceremo nessuno indietro”. Il neo sindaco ha ringraziato tutti coloro che hanno creduto in lui, anche quando alla vigilia delle primarie lo davano addirittura per quarto tra i democratici. E ha promesso “grandi cambiamenti” che porteranno nel municipio di New York una “amministrazione progressista, competente, diversa”.
 
Cina – Ieri, in serata, una serie di deflagrazioni hanno portato lo scompiglio davanti alla sede del Partito Comunista di Taiyuan, nello Shanxi (Cina centrale). Secondo i media ufficiali non ci sarebbero state vittime (solo qualche ferito e pochi danni), ma sul web si narra una storia diversa: l’arrivo di diverse ambulanze lascia intuire che la faccenda è più grave di quanto i bollettini e le voci ufficiali dicano. L’attentato arriva in un momento delicato, in quanto fra tre giorni si aprirà il super summit del Partito. Un evento guardato da tutti con attenzione, dato che dovrebbe essere annunciata la piattaforma dalla quale Xi Jingping annuncerà le riforme economiche e finanziarie che intende introdurre in Cina.
 
 
Economia e Finanza
 
Legge di Stabilità – La legge di Stabilità procede nel suo iter parlamentare con il faro sempre puntato sulla seconda rata dell’Imu, che scade il 16 dicembre, e sulla quale il ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni ha ammesso di avere problemi di risorse. Il vicepremier Alfano ieri ne ha comunque riconfermato la cancellazione. Per le coperture (2,4 miliardi) riprende quota l’ipotesi di aumentare gli acconti Ires e Irap, limitandoli alle banche e alle assicurazioni. Enrico Letta ha incontrato ieri sera i gruppi parlamentari del Pd, davanti ai quali ha difeso la manovra: “Sono stati sei mesi di corsa a ostacoli, si sono caricate molte aspettative, voglio riportare con i piedi per terra questa discussione”. La legge di Stabilità “è migliorabile”, ma senza toccare i saldi, anche perché ci sono “troppe variabili di rischio da non trascurare”. Letta ha inoltre aggiunto che si dovrà lavorare sulla service tax e che “il cuneo fiscale si può ridurre di più, ma dobbiamo decidere come: si può restringere la platea per dare più respiro a chi ne usufruisce. O si può dire che una riduzione forte la faremo quando ritornano risorse, per esempio dalla Svizzera, e in quel caso potremmo utilizzare i 5 miliardi per spese sociali”. Il premier ha poi ricordato che nel 2014 ci sarà “un bonus di 3 miliardi per la crescita” dovuto al fatto di aver tenuto il deficit entro il 3% del Pil, e che “ci sarà un capitolo, a latere, di cessione di quote di minoranza di società pubbliche per ridurre il debito”.
 
Btp – Si chiude con un record europeo la quinta emissione dei Btp Italia, i titoli di Stato indicizzati all’inflazione italiana. Tra martedì e le 14 di ieri, infatti, sono stati raccolti oltre 22,27 miliardi di euro, e secondo Borsa Italiana è la prima volta, in Europa, che un collocamento diretto sul pubblico retail ottiene una risposta di queste dimensioni. Il risultato è particolarmente buono soprattutto perché il tasso annuo minimo garantito era del 2,15%, il più basso mai proposto dal Tesoro per questa obbligazione. Il numero dei contratti chiusi sfiora i 300mila, oltre 100mila unità in più rispetto ad aprile.

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