01182018Headline:

Le notizie del giorno. Berlusconi e Alfano ancora si ferri corti, legge di stabilitá: no tax area fino a 12 Mila euro di redditi

Politica interna

 

Pdl: Rimane alta la tensione all’interno del Pdl. La rottura tra Angelino Alfano e Silvio Berlusconi sembra vicina: l’ex premier non è in alcun modo intenzionato a trovare un accordo con il suo “delfino”. “Noi andiamo avanti”, ha dichiarato, augurando agli alfaniani la stessa sorte di Fini e rimanendo favorevole a un’eventuale caduta delle “Larghe intese”. Alfano ribadisce la sua posizione: “Fare cadere il governo non ha senso”. Al tal proposito, oggi il gruppo dei governisti diffonderà un documento in cui è espresso il desiderio di tenere unito il partito senza far cadere il governo.

Inoltre, ieri Roberto Formigoni (filogovernativo) e Mariastella Gelmini (lealista) hanno avuto uno scontro dialettico a colpi di Tweet sui numeri a sostegno del proprio schieramento. Gasparri ha invitato alla moderazione, pur continuando a sostenere la leadership di Berlusconi. Un commento è arrivato anche dal Premier Letta: un “cupio dissolvi” non porta a nulla, è necessario trovare un accordo.

 

Pd: Dopo il blocco dei tesseramenti, lo scontro all’interno del Pd continua nei circoli di periferia, impegnati a eleggere i candidati per il congresso nazionale. Cuperlo sembra a essere in vantaggio, soprattutto dopo la sconfitta dei renziani a Enna, definita da Davide Faraone come una “vittoria bulgaro-crisafulliana”, chiaro riferimento a Vladimiro Crisafulli. I numeri: 102 voti per Cuperlo, 2 per Renzi. Trattasi di “voto bulgaro”? Per ora non si sa, ma Crisafulli ha invitato Renzi per un pubblico confronto sulle politiche del sud. A 4 settimane dalle primarie, il quotidiano Europa ha reso note le intenzioni di voto, nonostante il boom dei cuperliani a Enna: 72,5% a Renzi; 14,5% a Cuperlo; 12,3% a Civati e lo 0,7% a Pittella.

 

Lega Nord: Il 15 dicembre ci sarà il congresso che dovrà eleggere il successore di Roberto Maroni alla segreteria della Lega. I candidati: Umberto Bossi; Matteo Salvini, il favorito di Maroni; Giacomo Stucchi, presidente del Copasir; Manes Bernardini, candidato sindaco a Bologna; Roberto Stefanazzi, consigliere comunale di Vizzola Ticino (Va).

A non proporre la propria candidatura è Flavio Tosi, cosciente della forza insita nella figura di Salvini: “non vedo la necessità di un simile confronto” ha dichiarato il sindaco di Verona.

 

Politica estera

 

Filippine: Sono passati 4 giorni dal passaggio del tifone Hayian che ha provocato solo nella città di Tacloban almeno diecimila morti. Ma la stima delle vittime della tragedia è molto più alta: l’agenzia filippina per i disastri parla di 9 milioni di persone, tra cui 4 milioni di bambini. Dispersi 12 italiani, i quali, secondo l’ambasciatore nelle Filippine Massimo Roscigno, si trovavano nella zona del ciclone. Mentre nelle zone colpite iniziano a manifestarsi episodi di saccheggio e sciacallaggio, più di 20 paesi hanno offerto il proprio aiuto. Un contributo personale è arrivato anche da Papa Bergoglio.  

 

Bonino: In un’intervista al Corriere, il Ministro degli Esteri Emma Bonino è stata invitata a rispondere a una serie di domande riguardanti il ruolo dell’Italia nel negoziato sul nucleare iraniano, sulla Siria e sulla vicenda dei due marò. Riguardo all’Iran, il Ministro rivendica il primato dell’Italia nell’aver colto l’importanza dell’elezione di Rouhani, il nuovo presidente iraniano. Non ha risposte , però, su una possibile rinuncia della bomba atomica da parte dell’Iran. Sulla Siria ribadisce fieramente la sua posizione contro un’eventuale intervento militare statunitense, pur facendo cadere le accuse di essere anti-americana. Per quanto riguarda i rapporti con l’India, ieri si è svolta l’audizione di quattro militari dall’Italia, in vista di un processo da parte della Corte speciale. A tal proposito, il Ministro Bonino vede in quest’audizione un passo avanti: “pensiamo di chiudere presto l’incidente e di rilanciare i nostri rapporti commerciali con l’India”.

 

 

 

 

Economia e Finanza

 

Legge di Stabilità: Nella giornata di oggi verranno esaminati dalla Commissione Bilancio del Senato gli oltre tremila emendamenti presentati dai partiti. Tra questi una no tax area aumentata da 7,5 a 12 mila euro, secondo un accordo bipartisan; la sostituzione della Trise con la Tuc (Tributo Unico comunale), proposta dal Pdl; l’aumento dell’uso dei contanti da mille a 5 mila euro, presentato dal presidente della Commissione Ambiente del Senato; l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 22%, proposto dal Pd; l’introduzione di nuove regole sull’Opa.

Riguardo all’innalzamento dell’esenzione Irpef, il Vice Ministro dell’Economia Stefano Fassina ha espresso il suo disappunto: “operazione […] molto costosa e non finalizzata solo ai redditi più bassi”. Un correttivo, tuttavia, è stato proposto ieri da Giorgio santini (Pd): concentrare le detrazioni sui redditi fino a 30mila euro, con l’obiettivo di dare 200 euro in più all’anno ai lavoratori dipendenti.

La Tuc, invece, prevede il pagamento del 10,6 per mille sugli immobili e sui servizi indivisibili e dell’8,1 per mille sulla componete patrimoniale. Rimarrebbero esenti le prime case, i terreni agricoli e fabbricati rurali.

 

Capitali all’estero: Ieri il Ministro dell’Economia Saccomanni ha confermato il suo obiettivo di “adottare misure per favorire il rimpatrio dei capitali non dichiarati”. In che modo? Tramite una norma che agevoli la denuncia volontaria dei capitali nascosti all’estero, riducendo le sanzioni alla metà del minimo e introducendo un alleggerimento dei profili penali.

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