Le mani della camorra sulla sanità, patto con la politica in Campania

Sanità

Camorra e politica alleate per nominare persone amiche ai vertici di Asl e ospedali, appalti irregolari per favorire i clan: e’ lo spaccato che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare notificata oggi a 11 persone, tra cui il consigliere regionale della Campania Angelo Polverino (Pdl) e l’ex direttore generale dell’Asl Caserta1 Francesco Bottino. I pm Luigi Landolfi, Annamaria Lucchetta e Giovanni Conzo contestano agli indagati, a vario titolo, i reati di concorso esterno in associazione camorristica, turbativa d’asta, corruzione e abuso d’ufficio. Gli illeciti, come ricostruisce nella misura cautelare il gip Isabella Iaselli, riguarderebbero in particolare gli appalti per la pulizia di tutti gli ospedali e gli ambulatori dell’Asl Ce1.

Un appalto per la ditta vicina ai clan

 Nel 2005 l’appalto venne affidato da Francesco Bottino alla societa’ New Splash di Angelo Grillo, imprenditore considerato dagli investigatori affiliato al clan camorristico dei Belforte, in spregio – ritengono gli inquirenti – a tutte le norme antimafia e sulla regolarita’ degli appalti; successivamente l’appalto, prima ancora della scadenza, fu rinnovato fino al 2010. Tuttavia Bottino fu costretto a rescinderlo quando la New Splash ricevette l’interdittiva antimafia e bandi’ un nuovo appalto. Ad aggiudicarselo, strappandolo al consorzio dietro il quale si celava Grillo, fu la societa’ Derichebourg Multiservizi, che fa capo all’ex consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro, gia’ condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. L’inchiesta si basa, tra l’altro, sulle dichiarazioni di svariati collaboratori di giustizia e in particolare di Giuliano Pirozzi, ex affiliato al clan camorristico dei Mallardo, storico alleato del clan dei casalesi. 

Le rivelazioni del pentito

Pirozzi fa agli inquirenti i nomi di numerosi politici, nazionali e locali, interessati, a suo dire, alle nomine nella sanita’ casertana. “Per l’Asl di Caserta – afferma per esempio il pentito – era Gianni Alemanno che aveva segnalato quale direttore generale dell’Asl il dottor Paolo Menduni, mentre per l’ospedale San Sebastiano di Caserta Nicola Cosentino impose un uomo di sua fiducia nella persona del dottor Francesco Bottino”. Quest’ultimo e’ padre del pm Marco Bottino e suocero del pm Ivana Fulco, entrambi in servizio alla Procura diNapoli e completamente estranei all’inchiesta; all’ospedale San Sebastiano, Francesco Bottino e’ approdato dopo avere lasciato la guida dell’Asl Ce1. Pirozzi, in un verbale del 13 giugno scorso, dice che era “molto legato all’ambiente politico anche casertano in quanto – aggiunge – assiduo frequentatore ed avevo rapporti con Nicola Pagano, ex sindaco di Trentola Ducenta, Massimo Grimaldi, consigliere regionale del Nuovo Psi, e Nicola Cosentino. Avevo ottimi rapporti con Sebastiano Ferrara e suo fratello Angelo e tenuto conto che ero vicino al presidente Caldoro in quanto amico intimo dell’assessore provinciale Francesco Mallardo, al quale il presidente Caldoro ha fatto il testimone di nozze”.

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