12142017Headline:

Le imprese intravedono un po’ di luce in fondo al tunnel

 Una luce in fondo al tunnel. E’ quella che probabilmente intravvede la manifattura italiana, le cui imprese – mentre prevedono un ulteriore consolidamento dei risultati già positivi delle vendite all’estero per il trimestre finale dell’anno – cominciano a percepire qualche cambiamento anche sul fronte degli ordinativi per il mercato interno. Rimangono comunque profonde le differenze tra le imprese di piccola taglia, in particolare artigiane, e quelle più grandi: per le prime i segnali di inversione di tendenza sono decisamente meno netti. Le difficoltà ancora non sono passate anche per le imprese commerciali e, tra i servizi, per quelle turistiche. Sono questi i principali risultati dell’indagine congiunturale sulle imprese del manifatturiero, del commercio e dei servizi realizzata dal Centro studi di Unioncamere con riferimento agli andamenti del III trimestre e alle previsioni per il IV trimestre del 2013.
“Cominciamo a cogliere nelle nostre imprese le prime avvisaglie di una inversione di tendenza” commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Nel terzo trimestre, la manifattura del Nord Ovest ha finalmente messo a segno piccoli incrementi sul fronte della produzione, le esportazioni hanno continuato a salire e, per la fine dell’anno, l’industria alimentare prevede una risalita anche degli ordinativi nazionali mentre le vendite commerciali dell’area nord-occidentale sono attese in positivo. Se i provvedimenti ora in discussione riusciranno a infondere un po’ di fiducia nelle famiglie, può anche succedere che questo Natale, sebbene sicuramente ancora oculato, non sia all’insegna dell’austerity come il precedente”.
Industria manifatturiera
– PREVISIONI PER IL IV TRIMESTRE 2013
Nelle dichiarazioni delle imprese circa gli ordinativi attesi nel IV trimestre del 2013 si continua a trovare traccia del divario che accompagna gli andamenti dell’industria manifatturiera dal 2010 in poi. Rimangono infatti negative le aspettative riguardanti gli ordinativi provenienti dal mercato interno (-9,4 punti la differenza tra ottimisti e pessimisti), mentre sono saldamente in zona positiva quelli che rispecchiano il contributo atteso dalla domanda estera (+19,2 il saldo). Il tratto comune è comunque un deciso miglioramento del sentiment delle imprese rispetto a un anno fa, quando le previsioni per la parte finale dell’anno mostravano un pessimismo più marcato su tutti i fronti. Anche in funzione dell’arrivo delle festività natalizie, sul versante della domanda interna emergono aspettative di segno positivo per gli ordinativi delle industrie alimentari (+23,5), mentre tra gli altri settori, la meccanica e i mezzi di trasporto, le industrie elettriche ed elettroniche e la chimica manifestano saldi migliori della media (sebbene di segno negativo), grazie in alcuni casi a decisi miglioramenti di prospettiva rispetto al 2012.
Su scala territoriale, l’outlook per gli ordinativi interni è positivo solo per la imprese manifatturiere del Centro. La domanda estera sostiene, invece, le attese nell’insieme dei settori e dei territori, ma in particolare quelle delle industrie alimentari, del legno-arredo e della meccanica; mentre sotto il profilo geografico sono soprattutto le regioni del Nord-Est a esprimere previsioni più ottimistiche sugli ordinativi esteri.
– CONSUNTIVO III TRIMESTRE 2013
Tendenza al recupero anche nel III trimestre. Il mercato interno penalizza ancora le dinamiche della produzione e del fatturato, che rimangono in calo tendenziale (rispettivamente, -1,9 e -1,3%), ma le riduzioni si dimezzano rispetto al II trimestre dell’anno. Solo le industrie chimiche riportano livelli produttivi in ripresa (+0,8%), mentre la meccanica, l’elettronica e la metallurgia riducono la produzione ma in maniera meno intensa della media. Il più penalizzato è il settore del legno-arredo (-3,6%). Sotto il profilo geografico, il Nord-Ovest, con Piemonte e Lombardia in testa, riesce a raggiungere una seppur lieve espansione della produzione manifatturiera, mentre le altre aree del Paese sono ancora in territorio negativo, sebbene con evidenti differenze (-0,2% per il Nord-Est e -8,5% per il Sud e Isole). Si rafforza, invece, il trend crescente per il fatturato estero (+3,3%), un tasso di espansione che non veniva raggiunto dal III trimestre del 2011.
Commercio e servizi
– PREVISIONI PER IL IV TRIMESTRE 2013
Le dichiarazioni delle imprese sugli andamenti a breve non presentano differenze di rilievo tra commercio al dettaglio e altri servizi. In entrambi i casi, la maggior parte delle dichiarazioni si concentra sulla riduzione delle attività, più chiara per il commercio (-1,3 punti il saldo), dove la netta prevalenza di attese di aumento delle vendite per la Gdo (41% dei casi) non riesce a bilanciare le aspettative più pessimistiche dei segmenti “mono-prodotto”; quasi vicini al pareggio, invece, gli altri servizi (-0,2 punti). In quest’ultimo caso, sono i servizi alle persone a riportare il saldo migliore (+24), ma anche gli altri servizi alle imprese e alle persone, l’Ict e i servizi avanzati mostrano una prevalenza di dichiarazioni di crescita del volume di affari rispetto al trimestre precedente. Segnali ancora negativi dal settore turismo-ristorazione (-34,7 punti il saldo), ma, rispetto al saldo emerso nel IV trimestre 2012, si apprezza comunque un’attenuazione del pessimismo. Sotto il profilo territoriale, le vendite del commercio sono previste in aumento solo nel Nord-Ovest (+15,5 punti il saldo), che è anche l’unica ripartizione a evidenziare aspettative ottimistiche per gli altri servizi (+6). All’opposto, il Sud e Isole è l’area in cui gli operatori commerciali vedono più nero per gli affari nell’ultima parte dell’anno, mentre il Centro è caratterizzato dalle previsioni peggiori per l’insieme degli altri servizi.
– CONSUNTIVO III TRIMESTRE 2013
Nonostante un visibile rallentamento della discesa, le vendite del commercio al dettaglio rimangono ancora distanti dal ritorno in territorio positivo: la perdita tendenziale nel III trimestre si attesta al -5,6% (era pari a -7,6% nel II trimestre). Nessuno dei tre principali segmenti del comparto si sottrae all’andamento negativo, ma la distanza tra Gdo (-1,5%) e dettaglianti no-food (-6,4%) è piuttosto marcata; mentre a livello territoriale le differenze sono meno evidenti (dal -4,7% del Nord Est, al -6,7% del Centro). Gli Altri servizi registrano invece una battuta d’arresto nel processo di riavvicinamento al terreno positivo, tornando a cedere il 5,8% tendenziale del volume d’affari (rispetto al -4,7% del II trimestre). Sul risultato pesano principalmente gli andamenti della filiera del turismo e ristorazione, ma anche quelli dei servizi di trasporto e logistica (entrambi intorno al -7%). Nei territori il calo meno pesante è quello registrato dal Nord Est (-4,7%), cui si contrappone una perdita del 7,1% nelle regioni del Sud e Isole.

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