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La Francia vota, Europa al bivio: Macron il favorito

Tutti i sondaggi vedono Macron in testa nel voto di oggi in Francia. Solo una clamorosa sorpresa può privarlo dell’Eliseo. È già stato montato il palco per la notte di festa nel luogo scelto dalla coppia Emmanuel e Brigitte: la Cour du Carrousel del Louvre, l’anima antica di Parigi innervata dalla piramide di vetro. Indietro la Le Pen, che non gode delle simpatie della stampa ma di quelle di Vladimir Putin, che l’ha ricevuta al Cremlino prima del voto. In Italia le è vicino Matteo Salvini.

Gli investitori hanno pochi dubbi sull’esito delle elezioni francesi di oggi. I mercati sono posizionati su una vittoria del candidato di centro-sinistra, l’europeista Emmanuel Macron. Molti gli indicatori che vanno in questo senso: a  partire dall’indice Sentix euro break-up, che misura le probabilità di una disgregazione della moneta unica. Questo termometro nell’estate del 2012 raggiunse un picco oltre quota 70. Venerdì sera invece quotava intorno ai 13 punti, vicinissimo ai minimi di sempre. Se i mercati avessero dei dubbi sulla vittoria della Le Pen questo indice sarebbe molto più alto. Così come sarebbe molto più in alto lo spread trai titoli di Stato di Francia e Germania. Anche le Borse sono posizionate su una vittoria di Macron. Dal 22 aprile alla vigilia dell’esito del primo turno francese – la Borsa di Parigi ha guadagnato II 7%.

Gli hacker avvelenano le elezioni

Appena prima dell’inizio del silenzio elettorale, alle 23.56, En Marche, il partito di Macron ha scritto un comunicato: “Siamo stati vittime di un’azione di pirateria massiccia e coordinata, che si è tradotta questa sera in una diffusione sui social network di informazioni interne di varia natura – mail, documenti contabili, contratti – ottenute attraverso l’hackeraggio, nelle scorse settimane, di account mail personali e professionali di numerosi dirigenti del movimento”. Il partito si è rivolto immediatamente alla Commissione nazionale di controllo della campagna presidenziale. Probabilmente non ci sarà alcun impatto sull’esito del voto di oggi che pare scontato, con Macron avanti nei sondaggi di 11 punti, 62 a 38.

Una Francia forte rilancia l’asse con la Germania – L’Eliseo forte fa bene all’asse con Berlino

L’attacco hacker rivela l’importanza delle elezioni d oggi in Francia, considerata il più importante partner estero della Germania. A Berlino gli ambienti governativi sono convinti che dall’esito del voto francese dipenda il futuro dell’Europa. Una vittoria di Marine Le Pen rappresenterebbe invece il prologo al fallimento della politica europea che la Germania ha perseguito da decenni. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble, in un’intervista pubblicata ieri da un giornale locale si è detto “fiducioso che in Francia con il presidente Macron ci saranno progressi”. Il voto francese per altro cade  nello stesso giorno delle elezioni regionali nello Schleswig Holstein.

La generazione né-né: «Astensione militante»

Il 30% dei ragazzi francesi neo maggiorenni ha scelto di non votare nel primo turno delle elezioni. “Ni patrie, ni patron, ni Le Pen, ni Macron”m è lo slogan di chi non si riconosce in nessuno dei due candidati. Le previsioni di oggi dicono che, per la prima volta, l’affluenza potrebbe calare tra un turno e l’altro sotto il 76%, tra i più giovani sotto il 70%. In ogni caso, sia con la vittoria di Le Pen che di Macron, in piazza della Repubblica si svolgerà domani un corteo di protesta contro il nuovo governo.

 Se Parigi trasforma l’Unione

Europeisti contro populisti: questa la sintesi del voto odierno in Francia, che certifica la fine delle contrapposizioni storiche tra partiti di destra e sinistra e l’ascesa ormai definitiva di nuovi pensieri divergenti, quello europeista appunto, incarnato da Macron e da chi punta a superare l’attuale fase di crisi della democrazia rappresentativa scommettendo a chiare lettere su una maggiore integrazione europea, e chi come la Pen, rifiuta ogni spirito comunitario, credendo nel recupero delle identità locali e nel rafforzamento delle collettività che le esprimono. Entrambi i campi non negano la gravità delle diseguaglianze e l’indebolimento degli Stati nazionali, ma offrono risposte opposte. Il risultato francese ci dirà chi avrà l’iniziativa nei prossimi mesi e dunque l’opportunità di assicurarsi un vantaggio strategico sull’avversario.

 Il rebus delle coalizioni per l’Assemblea nazionale

Se in Francia la vittoria di Macron è comunque molto probabile, il clima della vigilia racconta quanto sia importante anche la dimensione del successo, con gli ultimi forti appelli di intellettuali e artisti, associazioni religiose e culturali, per un voto che non consegni il paese al Front National. Una vittoria sul filo dei decimall sarebbe la conferma di un Paese profondamente lacerato, dei due volti contrapposti della società francese, di quanto sia in salita la strada che attende il nuovo presidente. Ecco perché le elezioni legislative di giugno assumono per la prima volta nella Quinta Repubblica un’importanza persino superiore al risultato dell’Eliseo.

 Silvio Berlusconi –  “Le Pen non ha i nostri valori Macron? Brillante tecnocrate”

Silvio Berlusconi commenta l’odierno voto in Francia. “Posso dire che la signora Le Pen è portatrice di valori e di una cultura che non sono le nostre, anche se rappresentano sensibilità e stati d’animo diffusi in larghi strati della popolazione, non solo in Francia ma in tutta l’Europa. Sono sentimenti e ragioni che vanno rispettati e che non possono essere sbrigativamente liquidati come populismo. Macron è un brillante tecnocrate che viene dalla sinistra, anche se ne sta innovando lo stile e il linguaggio. Ma questa non è la nostra cultura liberale”, spiega il leader di Forza Italia.

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