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Intervista con Massimo Venturiello: “Il profumo del teatro…”

DI FAUSTA TESTAJ’

Dal 31 Marzo al 9 Aprile Massimo Venturiello sarà in scena al T. Verga di Catania con:” Profumo di donna”del quale è sia regista che protagonista. Una rivisitazione teatrale del romanzo di Giovanni Arpino :”Il buio ed il miele”. Da questo testo di Arpino sono già stati tratti 2 film, quello con la regia di Dino Risi dove il personaggio principale era interpretato da V. Gassman e la versione americana: ”Scent of Woman”per la quale Al Pacino vinse l’Oscar come miglior attore protagonista.

Fausto capitano in pensione rimasto accidentalmente cieco, personaggio sarcastico, cinico, ironico ed autoironico, decide d’intraprendere un viaggio fino a Napoli per andare a trovare un suo amico altrettanto cieco, in questo viaggio si fa accompagnare da Ciccio, un soldato giovane in permesso premio,. Durante questo viaggio avvengono vari episodi fino all’arrivo a Napoli dove Fausto (Venturiello) incontra il suo amico e soprattutto Sara, la ragazza che lo farà capitolare(interpretata nel film di Risi da Agostina Belli). Le scene sono di Alessandro Chiti, i costumi di Sabrina Chiocchio completano il cast: Andrea Monno,Irma ciaramella, Camillo Grassi, Claudia Portale, Sara Scotto Di Luzio, Franco Silvestri.

L’adattamento teatrale è del bravo Pino Tierno, rispecchia i film o ne uscito fuori qualcosa di diverso?

Quando si passa dal cinema al teatro, se è solo un’imitazione, non avrebbe senso. La riscrittura teatrale di Pino Tierno parte dal romanzo e quindi può ricordare un pochino di più il film di Risi. Ma diventa un’altra cosa, la visionarietà teatrale è totalmente diversa, resta simile la struttura che è il viaggio che quest’uomo compie con il ragazzo il quale, a differenza del romanzo, non è un amico di Fausto ma si conoscono in quell’occasione. La trasposizione teatrale conserva il carattere di Fausto, quest’uomo vincente, al quale non si può dire di no in nessun modo. Non a caso è un militare che però, subendo quest’incidente dove perde la vista e l’uso di un braccio, ha una trasformazione a livello psicologico che lo fa diventare sarcastico, cinico con un disinteresse verso tutto  ciò che lo circonda. Acuisce però altri sensi, come l’intuito: il suo è superiore a quello di un uomo qualsiasi perchè quando non vedi, senti di più , non senti solo con l’orecchio senti interiormente. Il romanzo di Arpino è stato un grande successo proprio perchè, già negli anni 70 si stava diffondendo nella società un fattore che oggi è diventato dominante, il disinteresse per ciò che ci sta accanto, in quest’epoca  in cui c’è una grande capacità di comunicare in tempo reale con chiunque ed in qualsiasi luogo si vive una grande solitudine, la solitudine di Fausto è anche la solitudine del nostro tempo infatti l’attualità di questo lavoro sta proprio in questo noi attraverso Fausto riviviamo l’aspetto vero di noi stessi.

 

Nel film di Risi c’era pure una risata seppure  amara come d’altronte in tutti i suoi film, in teatro si ride?

 

Si, anzi in teatro c’è ancora di più quest’aspetto del divertimento provocato dal modo di rapportarsi alla realtà di Fausto con queste sue battute sempre pronte e fulminanti ed allo stesso tempo il pubblico si porta con sè una sorta di tensione infatti quando finisce lo spettacolo vengono in camerino quasi a fare un sospiro dicono:”mamma mia” facendo capire di essersi divertiti ma anche molto emozionati.

Le musiche sono di Germano Mazzocchetti  e la voce dei brani cantati è di Tosca

Si, diciamo che non sono proprio dei brani, sono delle vocalizzazioni che sottolineano il clima specifico di quel momento quando alla fine Fausto cede al pianto, si commuove, oppure a sottolineare la femminilità che percorre tutto lo spettacolo perchè quest’uomo ha una fortissima sensazione della donna  la sente molto come profumo erotico che si contrasta col profumo negativo della morte, insomma Eros e Thanatos non li ha inventati  lui.Germano Mazzocchetti  con il quale negli ultimi anni ho lavorato anche in : Gastone,La Strada,il Borghese Gentiluomo, il Grande Dittatore è ormai il mio musicista di riferimento.

Negli ultimi anni, come ha ricordato lei stesso, ha messo in scena dei film famosi  qual’è il motivo di questa scelta?

Le dico la verità è un caso che peraltro non mi ripropongo di portare avanti. Quando con Tosca abbiamo finito di fare Gastone ci siamo chiesti cosa potevamo fare dove c’eravamo noi due come attori e la strada ci è sembrato un film molto teatrale, poi c’era anche il desiderio di portare al teatro Fellini, per quel che riguarda il Grande Dittatore  è stata la voglia di raccontare la perdita di coscienza del prossimo, poi c’è stato il Borghese Gentiluomo, che ovviamente non è un film, nel caso di Profumo di donna  sono stato chiamato a fare una lettura di questo adattamento di Pino Tierno, me ne sono innamorato ed abbiamo deciso di farlo daltronte il cinema ha attinto spesso dal teatro non ultimo Pasolini con uccellacci uccellini una roba Brechtiana con Modugno che canta i titoli di testa e di coda, c’è sempre stata una contaminazione tra cinema e teatro. Io comunque ho nel cassetto tanti sogni anche di cose più classiche.

 

So che per acquisire i diritti dai parenti di Chaplin, a livello mondiale ha dovuto fare una trafila di cinque anni  con Profumo di Donna com’è andata?

Per Profumo di Donna avevamo già i diritti dell’adattamento che aveva fatto Pino Tierno quindi non ci sono stati problemi, per quel che riguarda Chaplin, raramente i parenti fanno rappresentare un suo film in teatro perchè pare che sia una delle condizioni del suo testamento,poi hanno visto la Strada gli hanno riferito che è stato un successo, che ha avuto tanti premi, che abbiamo fatto tantissime repliche e allora ci hanno ripensato, io ci ho riprovato , sapendo di essere perdente ed invece è andata bene.

 

Qui in Sicilia non siete venuti

No,perchè il Grande Dittatore coincide con un cambio totale, in questo momento un teatro fatto da una compagnia numerosa come quella del Dittatore può esistere solo se legata ad una struttura Stabile, Pubblica, un privato non può fare girare una compagnia del genere perchè economicamente difficile da supportare ed in più oggi c’è il mal costume di basare le tournèe sugli scambi, io ho un teatro ti porto un mio spettacolo e tu mi dai il tuo infatti l’essere a Catania per due settimane non so a chi lo devo e sono molto contento di esserci.

 

Nel 2006 lei con Tosca avete fondato L’Officina  delle Arti Pier Paolo Pasolini e vi siete anche coprodotti gli ultimi suoi spettacoli, tra i quali il bellissimo testo di Gianni Clementi :”BARBERIA” che ho visto qua a Catania

Si, Barberia è nato qui al T. Stabile ma poi si è spostato al Teatro della Città di Orazio Torrisi.

 

Per un giovane che vuole diventare attore la scuola serve o basta solo il talento?

Guardi io ho fondato quest’officina dove insegno insieme a tanti altri nella sezione teatro e Tosca nella sezione musica,proprio perchè credo molto in questo, pensi che in questo spettacolo ci sono 3 ragazzi  che quest’anno si stanno diplomando alla scuola  infatti è il primo veicolo per accedere a questo mestiere, certamente questo è un lavoro che s’impara facendolo però la scuola ti serve a contestualizzare questa vita a farti capire se ti piace veramente non fare l’attore ma essere attore e quindi anche vivere un certo tipo di contesto.In questa Officina forniamo agli allievi le competenze professionali ed artistiche necessarie ad inserirsi nel mondo del lavoro. Ci sono stage con tanti registi come :Armando Pugliese, Veronica Cruciani in modo da agevolare , a chi ne ha le capacità, un vero futuro lavorativo, oggi, la scuola, se si limita solo alla didattica serve a poco l’ideale sarebbe frequentarne una buona però quello dipende sempre da chi  la fa, da chi sono gli insegnanti.

 

Dato che lei di molti spettacoli è sia interprete che regista ero curiosa di sapere oltre alle doti attoriali, chiaramente fondamentali, quali altre caratteristiche deve avere un cast che l’affianca per la buona riuscita di uno spettacolo

 

Innanzitutto ci deve essere un clima che consenta agli attori di comunicare tra loro, quindi una situazione di  gioia quando sento di certi registi che creano un clima di terrore, addirittura maltrattano dico:” ma quello che teatro è?” il teatro è principalmente un gioco e come tale bisogna viverlo in teatro si mettono in piazza i sentimenti anche più intimi perciò ci deve essere un clima di armonia e si deve giocare con serietà, ma si deve giocare, se un attore ha timore gli blocchi l’aspetto più importante cioè la sensibilità , la sua fragilità è da quello che si ottiene un risultato non convenzionale per cui per me la prima cosa è creare grande feeling con tutti, molti per creare questa condizione scelgono persone che non siano diametralmente opposte con le quali hanno già lavorato e si sono trovate bene , questo significa chiudersi ma le compagnie sono sempre state un pò così addirittura erano in famiglia, parliamo della commedia dell’arte.E poi non c’è nessuno che insegna c’è solo il regista che ha un occhio globale su quello che sta mettendo in scena  e quindi deve in qualche modo selezionare le proposte, io non credo che i registi hanno le idee già tutte definite, ecco quelli mi fanno paura, sono quei registi di un’opera lirica fatta male, quando le regie si facevano a casa, la regia si scopre durante le prove però devi avere le persone giuste.

 

Lei è uno di quelli che si possono definire grandi artisti, recita, canta, doppia, fa regie, nel 2007 ha anche scritto il terzo fuochista per Tosca, canzone che andò a Sanremo. Di tutte le sue capacità artistiche qual’è quella che la stimola di più

Non saprei rispondere, quando questa professione la fai perchè veramente lo desideri, ti appassioni un pò a tutto anche se la cosa che più amo è il teatro quando e mentre lo faccio mi da veramente un’armonia nella mia vita, quando ami così tanto un lavoro ti piace scoprirlo in tutte le sue sfaccettature, ti piace fare regia, capire il testo, però la cosa che amo di più è il travestimento, entrare in un ruolo.

 

Suo fratello Ennio Rega è un cantante, ha vinto un disco d’oro ha partecipato al premio Tenco, come mai non avete mai collaborato?

Lo abbiamo fatto, una volta a Taormina facemmo un :”LIOM” dove dirigevo l’orchestra del Coro Bulgaro, è capitato qualche volta però diciamo che le 2 passioni sono diverse, lui ama molto lo specifico della canzone legata alla musica io sono più legato al teatro.

 

Come doppiatore ha prestato la voce a grandi star del cinema mondiale ha anche doppiato Kitt, l’auto della serie supercar, in Hercules ha doppiato Ade, In Harry Potter ha doppiato Sirius Black, come mai si è allontanato dal doppiggio

Perchè stando in giro col teatro a volte mi chiamano ma non posso  infatti sono un pò uscito dal giro ogni tanto capita ancora, ma molto meno di prima se mi dovessi  fermare lo farei di più.

 

Lei è stato interprete anche di molte fiction di successo :” Il Capo dei Capi”, “l’onore ed il Rispetto” la mini serie “Il Sistema”, fiction che hanno preso il posto dei  vecchi sceneggiati , secondo lei un prodotto ben confezionato, attechisce sempre sul pubblico, con qualsiasi tecnica sia girato, oppure gli sceneggiati non li vedrebbe nessuno

Oggi l’audience è calata moltissimo, alcune cose, anche per fortuna non verrebbero rifatte, anche lì è sempre l’attore che conta quando ci sono degli attori veri come :”IL CAPO DEI CAPI” tutto funziona di più, di solito si va avanti col criterio di mettere la bellona di turno ed il resto un pò così, però ci sono delle fiction fatte bene come l’ultima che ho interpretato :”IL SISTEMA” ,comunque non posso dire di essere un attore televisivo, capita qualche volta perchè come dicevamo prima il teatro mi porta via un bel pò di tempo.

 

Lei, Rubini e Barbareschi siete stati i primi ad esportare in Italia il teatro parlato americano con l’uso del  turpiloquio il pubblico ha subito accolto bene questi spettacoli

All’inizio quando lo facemmo fu un disastro,ancora lo ricordo,a Messina al Teatro in Fiera ci fu una piccola rivoluzioncina durante l’intervallo perchè non erano abituati a questo tipo di linguaggio,oggi  è entrato così nell’uso comune che diventa addirittura banale, adesso non esiste più il problema  nel senso che se il turpiloquio è legato ad una situazione che lo prevede lo si accetta abbastanza poi è chiaro che dipende dagli abbonati ma non c’è più lo scandalo che ci fu all’epoca con :”American Buffalo” di David Mamet.

 

Quali testi teatrali ama di più quelli americani, Italiani, Francesi, Inglesi

Non ho un gusto specifico per una drammaturgia , spero sempre che ci sia un testo Italiano che sia più bello perchè mi fa piacere e di questi tempi di grandi testi  non ne sto vedendo  o perlomeno non mi sono capitati tra le mani, l’ultimo è stato Barberia di G. Clementi  che è il mio autore preferito e mi ha scritto questo lavoro come se fossi un Siciliano  ed io , non essendo siciliano, lo sono diventato facendolo in generale diciamo che mi piace leggere tutto il possibile quindi posso innamorarmi anche di un testo Medievale , non seguo una linea o uno stile.

 

Progetti futuri al Teatro, cinema e TV?

Mi sta chiamando in un momento particolare probabilmente fra 10 giorni glielo potrei dire adesso sto per definire contrattualmente e siccome non si definisce non me la sento, teatralmente dovrei fare una cosa a due persone ed un’attrice che non è Tosca poi in TV dovrei finalmente fare una cosa che mi potrebbe piacere, perchè diversa, mi allontanerei da sti ruoli sempre di cattivo che mi stanno stretti  non avendo ancora chiuso posso solo dirle per certo che alla fine di tutti i corsi faremo lo spettacolo conclusivo della scuola Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini a fine Maggio.

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