Intervista con Simone Perotti: “Renzi? Altro che giovane ispirato, sembra un vecchio degli anni 80″

simone-perottidi Laura Riggio

Simone Perotti è uno scrittore,  un marinaio e il più celebre rappresentante italiano di un fenomeno sociale che invita al cambio di vita verso il mondo, le abitudini, gli obblighi, il consumo: il downshifting. Dopo aver fatto il manager per 19 anni, Simone ha lasciato tutto per cambiare vita… e c’è riuscito! “Un uomo temporaneo”(Frassinelli) è il suo ultimo romanzo, presentato dall’autore presso la libreria Feltrinelli di Palermo.

Dal suo non-book trailer https://www.youtube.com/watch?v=g4XAv3jdDYE si evince la figura del personaggio del suo libro “Un uomo temporaneo”. Gregorio, nato dalla penna di Simone Perotti, è l’uomo del futuro.

In un momento in cui il concetto di lavoro si lega sempre più stretto a concetti quali:  mobbing, ricatti, esodo, licenziamento, precariato…

Gregorio è l’antidoto al grigio imperante tra i corridoi aziendali. È il collega invidiato per la sua visione del  lavoro e quindi della vita, che sposta il focus verso un’altra direzione; colui che fa molto di più e si comporta  in modo diverso.

È lo scintillio che non ti aspetti. Un uomo che affascina per  la sua totale mancanza d’ideologia. Di lui ci si chiede se è un imbecille o un genio. “Non ho mai amato le persone di cui è chiaro, fin dal primo sguardo, se siano qualcosa o il suo opposto. Il dubbio è più affascinante della certezza perché ci riguarda, è una domanda rivolta a chi la pronuncia, dunque rivela di me qualcosa di nuovo prima ancora che investigare di altri qualcosa di ignoto” spiega Simone Perotti.

Ci spieghi come è nata questa storia?

Io scrivo storie che vorrei leggere. E qui non sogna più nessuno. Nessuno si candida a sconvolgere il gioco, cambiarlo. Questa storia serve soprattutto a me, per sognare.

Vorresti essere il protagonista o lo sei stato?

Sarei voluto esserlo, da sempre. Sarei voluto essere più creativo, più rivoluzionario, più in grado di aprire nuove vie, di coinvolgere… Gregorio è un uomo che ti cambia la vita.

Gregorio credi possa esistere? Una personalità che brilla inconsapevolmente e che spiazza lo schema…

E’ l’uomo del futuro. E’ l’uomo a valle del bisogno psicologico, del pregiudizio culturale, della debolezza generata dalla paura. Non è un superuomo, al contrario. Soprattutto è fuori dall’ambito di incubazione più tragico dell’epoca: il potere. L’uomo che verrà avrà potere suo malgrado, ma ne avrà molto. L’uomo del futuro non si limiterà a cambiare le regole. Cambierà il gioco.

Hai tratto ispirazione da uomini esemplari in fatto di creatività e semplicità?

No. Nessun modello specifico.  Certo mr Chance di Oltre il giardino di Peter Sellers, o Forrest Gump o Zelig un po’ gli assomigliano…

Cambierà il gioco, dici. Quanti compagni troverà che saranno in grado di giocare con lui?

Molti. La gente adora sognare. Vorrebbe riprendere a farlo. Senza sogni si diventa come siamo diventati. E la gente odia questa vita grigia. Un uomo come Gregorio sarebbe travolgente per noi, oggi.

Hai pensato a cosa potrebbe succedere se un Gregorio reale, per dare lo start ad una diffusione della sua visione, regalasse il suo libro – il tuo libro – al proprio direttore responsabile in azienda?

Beh credo che avverrà. Il successo immediato del libro lo misuro da quante storie mi stanno scrivendo i lettori, da quanto si stanno immedesimando. Ognuno ha in mente un suo “direttore del personale” a cui regalare questo libro…

Nel panorama aziendale italiano, chi vorresti che venisse destato da questa lettura?

Beh la Camusso, Landini, Marchionne, e soprattutto Renzi, che dovrebbe essere giovane e ispirato, ma sembra un vecchio degli anni ’80.

A Gregorio succederà di raccontare la propria rivoluzione anche attraverso il cinema, il teatro?

Guarda, da quando ho iniziato a scriverlo “vedo” il film. Non mi é mai capitata una cosa simile. Io vedo le scene del film..

E chi vedi come protagonista? E come regista?

Valerio Mastrandrea. Sceneggiatore Francesco Piccolo. Regista chissà… forse Moretti.

Il premio Nobel Kary Mullis immagina che in un futuro abbastanza vicino, uno dei criteri di selezione del personale sarà l’ astrologia. Gregorio di che segno è?

Credo Capricorno. Ma con ascendente che lo faccia volare..

 

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