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IncredibileSud. Scoperta la Selinunte di 2700 anni fa

“Come era Selinunte prima del VII secolo a.C.? Quale era il clima all’epoca delle colonizzazioni storiche? Quale era l’ambiente e quali le piante? Cosa mangiavano i primi abitanti di Selinunte? Le risposte arrivano dal sottosuolo. I geologi sono riusciti ad entrare in quegli ambienti naturali antichi grazie a termo camere, le cui immagini saranno mostrate per la prima volta il 17 gennaio, a conclusione di un press tour di tre giorni che presenterà il primo anno di attività di ricerca dei geomorfologi dell’Università di Camerino sul Parco Archeologico di Selinunte, insieme alla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani e dal Parco Archeologico di Selinunte, che custodisce le vestigia di una delle prime colonie greche di Sicilia, fondata nella seconda metà del VII secolo a.C. da coloni greci provenienti da Megara Hyblaea e divenuta la più importante megalopoli della Sicilia Occidentale finché, nel 409 a.C., venne distrutta dai cartaginesi, quindi una seconda volta dai Romani nel 250 a.C., anche se continuò ad essere abitata fino al XIII secolo circa, quando il progressivo abbandono la celò sotto una spessa coltre di sedimenti sabbiosi di natura eolica e sotto la fitta vegetazione costiera, per essere nel 1551 riscoperta da un monaco domenicano, Tommaso Fazello, che iniziò a cercarla seguendo le indicazioni dello storico Diodoro Siculo.

“Siamo riusciti a ricostruire, in 3D, la situazione paleo-ambientale esistita nel corso di tutte le principali colonizzazioni storiche. Siamo dinanzi a risultati importanti perché con l’uso delle apposite strumentazioni a disposizione dei geomorfologi italiani, è stato possibile vedere come era l’ambiente naturale antecedente alle epoche storiche già conosciute ma con l’ausilio di una termo camera siamo riusciti ad ottenere immagini uniche degli ambienti sottostanti” spiegano Gilberto Pambianchi, presidente dei Geomorfologi Italiani, ordinario di Geomorfologia e Geografia Fisica dell’Università di Camerino e coordinatore del progetto scientifico di ricerca sul Parco Archeologico di Selinunte, in Sicilia e Fabio Pallotta, geoarcheologo, consulente dell’Università di Camerino e del Parco Archeologico di Selinunte e geologo della Missione Archeologica Italiana in Cirenaica – Libia.

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