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Il Focus, tutto sulla decadenza di Berlusconi

Silvio Berlusconi

Martedì 29 ottobre, la giunta per il Regolamento del Senato si riunirà per discutere se il voto dell’aula del Senato sulla decadenza del senatore Berlusconi in base alla legge Severino dovrà essere segreto o palese. Il voto dell’aula, ultimo passaggio dell’iter di decadenza, non è stato ancora messo in calendario ma si prevede non arriverà prima di novembre.

Lo scorso primo agosto, Silvio Berlusconi era stato condannato a 4 anni di prigione per evasione fiscale nel processo Mediaset, tre dei quali sono stati “scontati” grazie all’indulto del 2006. Il 14 ottobre la giunta per le elezioni e le immunità parlamentari del Senato aveva approvato a maggioranza la relazione del presidente Dario Stefano sulla decadenza: Stefano, entro il 4 novembre, come stabilito dal regolamento, dovrà consegnare la relazione che contiene le motivazioni della decisione al presidente del Senato. Prima della calendarizzazione del voto in aula e dunque della decisione finale, si dovranno quindi attendere 1) la relazione di Stefano e 2) il voto della giunta sulla modalità del voto.
Voto palese e voto segreto
La seduta di martedì della giunta per il Regolamento sul voto palese o segreto è stata richiesta dal Movimento 5 Stelle. La discussione e le diverse posizioni dei membri della giunta si dividono su un punto: se si tratti cioè di un voto che riguarda la persona (e in questo caso il voto, secondo l’articolo 113 del regolamento dovrebbe essere segreto) o la carica e la composizione del Senato (e in questo caso, in base all’applicazione della legge Severino, sarebbe previsto il voto palese). Due relatori, Franco Russo del Pd e Anna Maria Bernini del PdL si esprimeranno sulle diverse posizioni.
In giunta ci sono 3 membri del PdL (Anna Maria Bernini, Francesco Nitto Palma, Donato Bruno), 1 della Lega (Roberto Calderoli) e 1 di Gal (Gruppo Grandi Autonomie e Libertà, Mario Ferrara) favorevoli al voto segreto: in totale sono 5. Ci sono poi 3 membri del Pd (Anna Finocchiaro, Luigi Zanda, Francesco Russo), 1 di SeL (Loredana De Petris) e 2 del M5S (Maurizio Buccarella e Vincenzo Santangerlo) favorevoli al voto palese: in totale sono 6. Questi ultimi sostengono che in discussione non ci sia un voto sulla persona ma sulla carica: il voto segreto in questa occasione non sarebbe dunque necessario perché non si tratta di decidere su una richiesta di arresto da parte della magistratura. La sentenza nei confronti di Berlusconi per frode fiscale è già definitiva, si tratterebbe solo di esprimersi sulla decisione della giunta per le elezioni e sulla retroattività della legge Severino, a prescindere dal merito della condanna.
L’esito del voto è però ancora molto incerto: altri due membri, Karl Zeller del Südtiroler Volkspartei e Linda Lanzillotta di Scelta Civica, non hanno ancora preso una decisione: Lanzillotta, in un’intervista di oggi al Corriere della Sera, ha precisato che «non si può scivolare dall’essere contro le leggi “ad personam” ad essere favorevoli a quelle “contra personam”» e Keller ha dichiarato di voler prima «studiare i precedenti».
L’altra decadenza
Nel frattempo, lo scorso 19 ottobre, in seguito alla richiesta della Corte di Cassazione di ricalcolare le pene accessorie stabilite dalla sentenza, la Corte d’Appello di Milano aveva assegnato a Berlusconi due anni di interdizione dai pubblici uffici (nel precedente processo di appello erano 5): gli avvocati di Berlusconi hanno annunciato che faranno ricorso e la questione passerà nelle mani della Corte di Cassazione, la cui sentenza arriverà probabilmente a dicembre. L’interdizione dai pubblici uffici è una causa di decadenza per i parlamentari.
Se succedesse che l’aula del Senato dovesse respingere la decadenza causata dalla condanna definitiva a quattro anni, e imposta dalla legge Severino, e se la Cassazione dovesse confermare la condanna all’interdizione, la giunta per le elezioni dovrebbe riunirsi nuovamente per discutere della decadenza e, se dovesse votare a favore, l’eventuale permanenza di Berlusconi al Senato dovrebbe passare da un nuovo giudizio dell’aula.

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