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IL FOCUS. Scandalo Asl, ecco che cosa ha detto la De Girolamo in Aula

Venerdì 17 gennaio alla Camera Nunzia De Girolamo – ministro dell’Agricoltura e membro di Nuovo Centrodestra (NCD) – ha riferito sul caso delle registrazioni relative alla sanità di Benevento di cui si parla da oltre una settimana. De Girolamo nei giorni scorsi aveva dato la propria disponibilità per spiegare in Parlamento come stanno le cose, soprattutto dopo le richieste di dimissioni da parte del Movimento 5 Stelle e la recente richiesta di chiarimenti formulata da Scelta Civica, al governo insieme con NCD e con il Partito Democratico.
De Girolamo ha detto, tra le altre cose:
«La mia vita è stata travolta da un linciaggio senza precedenti: sono qui per spiegare che mai, mai e e poi mai ho abusato del ruolo di deputato e mai mai e poi mai ho violato la costituzione»: così Nunzia De Girolamo inizia la sua difesa alla Camera dei deputati per rispondere all’interpellanza parlamentare sul suo coinvolgimento nell’inchiesta sulle Asl di Benevento. Il ministro chiarisce di non aver «esercitato pressioni nè direttamente né indirettamente» e che la truffa della Asl di Benevento «riguarda altre persone, una delle quali ha costruito un dossier contro di me, frutto di un complotto ai miei danni». Un’inchiesta che, secondo la De Girolamo, è partita da intercettazioni «illecite», «che riguardano aspetti e considerazioni di carattere privato che sono state rese pubbliche». Respinte anche le accuse sulla vicenda delle mozzarelle di Benevento: «Non ho mai fatto alcuna telefonata per annullare una multa della Asl a un venditore di mozzarelle», ha detto il ministro. Accorata la chiusa dell’intervento: «Voglio che mia figlia possa andare a testa alta e sapere che sua madre mai e poi mai ha abusato del suo ruolo di deputato e mai e poi mai ha calpestato la bandiera cui si inchina ogni mattina quando entra nel suo ufficio», dice il ministro, ammonendo i colleghi deputati: «Quello che è successo a me potrebbe accadere a ciascuno di voi».
(continua a leggere sul sito del Corriere)
Il caso De Girolamo è nato in seguito alla pubblicazione di alcune registrazioni audio effettuate da Felice Pisapia, un ex dirigente dell’Azienda sanitaria locale (ASL) di Benevento, indagato per la presunta irregolarità in alcune fatture, per presunti appalti truccati e appropriazioni indebite. Le registrazioni risalgono al 2012 e furono effettuate nella casa di De Girolamo, sempre in provincia di Benevento, e successivamente consegnate da Pisapia ai magistrati. All’epoca De Girolamo era coordinatrice provinciale del Popolo della Libertà (finito dopo la scissione Forza Italia-NCD dello scorso anno).
Le registrazioni dimostrerebbero che De Girolamo all’epoca si occupava di diverse questioni legate alla sanità nella zona di Benevento, benché non avesse alcun incarico ufficiale. Il caso su cui si sono concentrati i giornali è quello sulla gestione di un bar all’interno della clinica Fatebenefratelli di Benevento. La clinica avrebbe dovuto pagare per il passaggio della licenza del bar tra alcuni parenti di De Girolamo, ma non sarebbe stata disposta ad effettuare l’operazione. De Girolamo avrebbe quindi fatto pressioni su alcuni dirigenti dell’ASL per sbloccare la situazione, e tra questi c’era anche Pisapia, che partecipò ad alcuni incontri con un registratore in tasca per registrare le conversazioni. E nel corso di una di queste, De Girolamo avrebbe detto: “Facciamogli capire che un minimo di comando ce l’abbiamo, altrimenti mi creano coppetielli con questa storia, mandagli i controlli e vaffanculo”.
Il caso si è ulteriormente complicato a metà settimana, quando il TG5 ha trasmesso una nuova registrazione, di cui sembra che i magistrati fossero all’oscuro, contenente altre conversazioni tra De Girolamo e Pisapia. Quest’ultimo avvisa l’allora coordinatrice provinciale del PdL dell’esistenza di un piano per “eliminarla politicamente” preparato da alcuni personaggi locali a Benevento. Nella puntata di giovedì 16 gennaio di Servizio Pubblico, Michele Santoro ha detto di avere chiesto al TG5 una copia della conversazione, ma di non averla potuta ricevere perché gli è stato risposto che l’audio “è di proprietà dell’avvocato di De Girolamo, che dunque ne ha il copyright”. Il direttore del TG5, Clemente Mimun, ha detto però di avere ricevuto l’audio della conversazione “in forma anonima”. La proprietà dell’audio da parte dell’avvocato potrebbe indicare che De Girolamo potesse già disporre da tempo del documento.
De Girolamo negli ultimi giorni si è difesa dicendo di essere “molto serena” e di avere “grandissima fiducia nella magistratura”, affermando anche di ricordarsi bene la conversazione che ebbe con Pisapia e che fu registrata a sua insaputa.
I primi a chiedere al ministro di riferire in aula sulla vicenda sono stati i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Il segretario di Scelta Civica, Stefania Giannini, ha detto che De Girolamo si dovrebbe dimettere e altrettanto hanno fatto diversi altri esponenti del partito. Il capogruppo alla Camera Andrea Romano ha spiegato che la linea sarà comunque decisa dopo avere ascoltato il ministro in aula. Il Partito Democratico farà altrettanto, anche se diversi suoi esponenti si sono espressi sulla necessità delle dimissioni. Il segretario Matteo Renzi ha ricordato che, seppure in circostanze diverse, l’ex ministro Josefa Idem si dimise rapidamente quando fu coinvolta in alcuni accertamenti fiscali. Nuovo Centrodestra ha dato invece pieno sostegno a De Girolamo.

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