Il flop di Bagnoli, tutte le opere mai eseguite. De Magistris: non svenderemo i suoli

Giovedì 13 febbraio l’assemblea dei soci della Bagnolifutura ha deciso di mettere in liquidazione la società. Il comune di Napoli, socio di maggioranza con il 90 per cento delle quote e che ha presenziato all’incontro, infatti ha relazionato che non è nella possibilità di ricapitalizzare e quindi la società sostanzialmente cessa di esistere nella forma attuale. L’assemblea ha inoltre deciso che il liquidatore sarà l’attuale presidente del Cda della Bagnolifutura Omero Ambrogi. Bagnoli Futura, nata nel 2002, è la Società di trasformazione urbana che gestiva il progetto di riconversione dell’area di Bagnoli, il quartiere di Napoli occupato fino al1991 dal complesso industriale dell’Italsider. In concreto so trattava di organizzare e gestire i progetti che avrebbero dovuto far rinascere il quartiere, renderlo turistico e vivibile. Prima ancora c’era stata Bagnoli spa del gruppo Iri, costituita nel ’96, creata ad hoc per l’attuazione del ‘Piano di recupero ambientale dell’area di Bagnoli’.

La Bagnoli Spa avrebbe dovuto smantellare le strutture industriali e bonificare l’area. In tanti anni però il progetto non raggiunge i suoi obiettivi, anche se la società ha sostenuto di aver completato il 95% delle demolizioni, il 65% degli smontaggi e l’81% della bonifica dei suoli, in totale l’83% del lavoro. Dopo sei anni nessuna bonifica è stata eseguita sul territorio. Nel 2001 il comune di Napoli, guidato dalla giunta Iervolino, acquista l’area dell’ex Italsider e dell’ex eternit e la nuova società, Bagnolifutura, prende il posto della precedente. Gli obiettivi restano però gli stessi. Vi è la necessità di valorizzare, ma soprattutto di bonificare l’area fortemente inquinata. Dalle operazioni di via ad oggi quasi nulla è stato fatto, a parte il Parco urbano e la spiaggia a Coroglio. La situazione è precipitata nell’aprile del 2013 quando le aree dell’ex Italsider e dell’ex Eternit di Bagnoli sono state sequestrate dai carabinieri nell’ambito di un’indagine della procura di Napoli che aveva ipotizzato una situazione di disastro ambientale, ruffa ai danni dello Stato, falso in merito alle certificazioni di analisi e alle attestazioni di avvenuta bonifica, la miscelazione di rifiuti industriali in relazione all’avvenuto interramento di rifiuti industriali nell’area del Parco dello Sport, il favoreggiamento reale. 21 persone sono state indagate, tra cui ex dirigenti di vari enti locali e della società Bagnolifutura, che si è occupata di recuperare e bonificare l’area.

“Siamo ad una svolta. Si supera la Bagnolifutura, si completa la bonifica, parte la ricostruzione di Città della Scienza e della spiaggia. Siamo ad una svolta per quella che è la vocazione di Bagnoli: il turismo e l’edilizia sociale, l’impresa, cioè quel progetto su cui stiamo lavorando da tempo. La crisi di Bagnolifutura produce una accelerazione, perciò ho chiesto al governo di starci vicino in questa fase così delicata”. Cosi il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in merito alla liquidazione in continuità della Stu decisa giovedì dall’assemblea dei soci. “La preoccupazione dei lavoratori – continua il sindaco – è comprensibile, ma la garanzia che posso dare è che non saranno lasciati soli, ci sono infatti procedure di mobilità che possono essere messe in campo, quindi alcuni lavoratori potranno essere impegnati per la svolta di Bagnoli ed altri in altre realtà. Ho ragione di ritenere, dunque, che non ci saranno licenziamenti”. Per de Magistris, “non ci sarà la svendita dei suoli e non ci sarà nessuna infiltrazione da parte di camorra o colletti bianchi travestiti, ma ci sarà invece una strategia importante che voglio concordare con le forze politiche e col Consiglio comunale. Ci saranno, poi, delle modifiche degli strumenti normativi per incidere immediatamente sia nella parte interna di Bagnoli sia verso il mare. E’ il momento di dare una svolta: noi possiamo, infatti, offrire anche prospettive di lavoro importanti per i giovani di quel quartiere, mettendo insieme Bagnoli, l’ex area Nato, lo sviluppo della Mostra d’Oltremare, la ripresa di Edenlandia e zoo. Sto lavorando personalmente a tutto questo, sia a Napoli che a Roma. Dobbiamo -conclude il sindaco- avere serenità e aprire un dibattito in città serio e, soprattutto, fare presto”.

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