Il caos al San Carlo, il ministro Bray accusa de Magistris: è lui ad aver alzato la tensione

Quando un teatro di fama mondiale è costretto a sospendere uno spettacolo prestigioso come il “Barbiere di Siviglia”, a causa di conflitti amministrativi e difficoltà economiche, si ha misura della gravità della situazione. Per il San Carlo, teatro lirico di Napoli, è stato un inizio di 2014 piuttosto travagliato, con la mancata approvazione del piano industriale previsto dalla legge “Valore Cultura”. Un provvedimento considerato pessimo dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che ha preferito puntare sulla ricapitalizzazione mediante i beni immobili comunali. Lo scontro nel cda ha portato alle dimissioni di cinque componenti su sei, costringendo il ministro per i Beni Culturali, Massimo Bray, a nominare un nuovo commissario. Michele Lignola, attuale direttore generale dell’Unione Industriali di Napoli ed esperto di contrattazione collettiva, avrà il delicato compito di applicare la legge con la presentazione del piano industriale in tempi brevi. Un passaggio fondamentale per ricevere l’anticipo del fondo straordinario. Subito dopo dovrà approvare il bilancio preventivo del 2014 per accedere al Fondo unico per lo spettacolo.La scelta del ministro, ovviamente, non ha per nulla soddisfatto De Magistris. Il sindaco non intende collaborare con il neo-commissario e, anzi, pensa a una stagione di “autogestione da parte dei lavoratori del San Carlo”. Bray, invece, lo accusa di voler alzare inutilmente la tensione, danneggiando il teatro e la città intera. In un’intervista a Repubblica, difende la legge “Valore Cultura” che, se rispettati i parametri di ingresso, offre alle fondazioni lirico-sinfoniche in difficoltà di poter accedere a ben 75 milioni di euro. Risorse alle quali si aggiungerebbero i fondi Fus, peraltro aumentati per chi, come il San Carlo, è in pareggio nell’ultimo triennio. Tuttavia, in Campania permangono questioni aperte importanti, come i forti ritardi sull’area archeologica di Pompei e l’assenza di un sovrintendente per la Reggia di Caserta. Bray ha esaltato la scelta di affidare a Giovanni Nistri, attuale generale dell’Arma dei Carabinieri, il ruolo di direttore generale per il nuovo corso di Pompei, affiancato da Massimo Osanna, nuovo sovrintendente. Loro, insieme a un pool di esperti, porteranno avanti Il “Grande Progetto Pompei”. Il ministro Bray, infine, annuncia che la soluzione adottata per la Reggia di Carditello, acquisita recentemente dallo Stato, verrà adottata anche in altri casi. Sono già in atto gli incontri per la sua riqualificazione, mentre per la Reggia di Caserta sono stati programmati i restauri delle facciate e la manutenzione straordinaria del parco. Gli interventi, portati avanti dalla Direzione regionale, potranno essere attuati grazie a un finanziamento di 22,5 milioni di euro. Secondo il ministro, le residenze borboniche saranno il volano che farà ripartire il turismo nel Mezzogiorno, sostenuto da un importante provvedimento in quest’ambito che sarà presentato nelle prossime settimane.

Samuele Sassu

fonte: quotidianoarte.it

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