I soldi chiamano soldi: l’Italia stringe la cinghia ma in borsa i Paperoni diventano più ricchi

Mentre l’economia italiana lotta coi denti per cercare una crescita da prefisso telefonico e mentre per gli italiani, questo che arriva, sarà  l’ennesimo Natale con la cinghia tirata, c’è chi in questi giorni fa festa grande. Sono i “Paperoni” della Borsa italiana, che nel corso del 2013 hanno (quasi) tutti portato a casa guadagni enormi sul 2012. Nella top ten, l’unico in pesante perdita è (guarda caso) lo Stato Italiano, maggior “azionista” di Piazza Affari con un patrimonio titoli di circa 30 miliardi di euro. Ma negli ultimi 12 mesi il Tesoro ha lasciato sul campo 1,9 miliardi di euro, passando da un capitale di 31,9 miliardi a 30. Un -6% condizionato dalla flessione (-10%) di Eni. Alle spalle di via XX Settembre, incalza il made in Italy, con Leonardo Del Vecchio (patron di Luxottica) che ha visto il suo portafoglio gonfiarsi del 20%, da 11,6 miliardi a 14; alle sue spalle la coppia-Prada, Miuccia e Patrizio Bertelli, il cui patrimonio in Borsa ammonta a 13,8% con una lievissima flessione (-0,2%) rispetto al 2012. Ai piedi del “podio” di Piazza Affari c’è la dinastia siderurgica della famiglia Rocca con 10,9 miliardi di euro.
Un bel salto, e al quinto posto con 3,9 miliardi di capitalizzazione in Borsa troviamo i Boroli Drago, eredi dell’impero De Agostini riconvertiti alle lotterie: nell’anno che sta per finire hanno visto il loro patrimonio in Borsa lievitare addirittura del 44% , da 2,7 a 3,9 miliardi. Sesta è la famiglia bretone dei Besnier, che hanno trasformato il pozzo nero di Parmalat in una gallina dalle uova d’oro che in dodici mesi è cresciuta del 42% fruttandogli un patrimonio da 3,7 miliardi. Al settimo posto siede il Re Mida delle griffe italiane: lo stilista Salvatore Ferragamo, che ha fatto segnare un +71% che lo ha portato da 2,1 a 3,6 miliardi di euro.
Appena sotto c’è la famiglia Agnelli (che pur ha fatto segnare un +77%) con 3,5 miliardi, mentre al nono posto si trova l’unica new entry della top ten borsistica, Silvio Berlusconi: gli exploit di Mediaset (le cui azioni in 12 mesi di larghe intese sono volate con un +123%) e di Mediolanum (+62%) hanno spinto i capitali in Borsa del Cavaliere da 1,8 a 3,2 miliardi di euro. Chiude la classifica lo “scarparo” Diego della Valle, che chiude la Top ten dei signori della Borsa con 2,2 miliardi di capitalizzazione e una crescita sul 2012 pari al 15%.
Tutti insieme, questi signori (nonostante il flop dello Stato) hanno visto il loro patrimonio in Borsa lievitare in 12 mesi di 7,9 miliardi di euro, pari a un guadagno di 2,4 milioni di euro al giorno. Il migliore di tutti quanto a performance, Silvio Berlusconi, ha invece visto la sua ricchezza a Piazza Affari lievitare ogni giorno di 4 milioni di euro. E’ proprio vero che i soldi fanno altri soldi.

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