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I napoletani sbarcano a Roma

A Roma la presentazione di “Napoletani – Irripetibili, irriducibili e incorruttibili”
Lunedì 16 dicembre, alle ore 18, nella cioccolateria “Fascino Napoletano” a Roma (via Tolemaide, 14), il giornalista Mimmo Liguoro, e la scrittrice Bice Foà Chiaromonte presenteranno il libro scritto da Mimmo Carratelli, Antonello Grassi, Nico Pirozzi, Gianpaolo Santoro “Napoletani – Irripetibili, irriducibili e incorruttibili”, edito per i tipi delle Edizioni Cento Autori. All’evento, organizzato dall’Associazione Italo-Israeliana per il Mediterraneo, saranno presenti gli autori. NAPOLETANI – Irripetibili, irriducibili ed incorruttibili: tre aggettivi forti e all’apparenza anche un po’ surreali per una grande tribù che – come sosteneva Pier Paolo Pasolini – anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg e i Beja, vive nel ventre di una grande città di mare. 
Un libro che parla di uomini e di donne, che nel bene o nel male, per carisma, fama o disgrazia sono entrati a far parte dell’anima di Napoli, confondendosi essi stessi nella dimensione astorica di una città poco incline al cambiamento. Immutabile e misteriosa, «come una Pompei che non è stata mai sepolta», spiegava al colonnello Jack Hamilton il capitano Curzio Malaparte, in uno dei dialoghi più belli e intensi de “La pelle”. 
Certamente, irriverente e indecifrabile, per troppo tempo abituata a servire e a comandare, a lamentarsi, a ridere, a gridare, a sfottere. Giorgio Ascarelli, Enrico Caruso, Benedetto Croce, Eduardo De Filippo, Enrico De Nicola, Raffaele Cutolo, Corrado Ferlaino, Achille Lauro, Sophia Loren e Totò: persone molto diverse tra loro, che nella loro eterogeneità e, a volte, stridente contrapposizione ben sintetizzano i mille volti di quella napoletanità che, a torto o a ragione, intellettuali, provocatori e predicatori hanno spesso chiamato in causa. Nove uomini e una donna, le cui storie rappresentano un particolare e significativo spaccato di quella tribù a cui Pasolini aveva dato il nome di “napoletani”.

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