I GIOIELLI DEL SUD RITROVATI. La fontana dell’Amenano a Catania

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“Entro la fine di giugno la fontana dell’Amenano sarà riconsegnata alla città grazie al bel lavoro dell’Accademia di Belle Arti”. L’annuncio è stato dato dal sindaco di Catania Enzo Bianco che, insieme alla soprintendente ai Beni culturali etneo Fulvia Caffo, agli assessori alla Cultura e al Turismo Orazio Licandro e alla Scuola Valentina Scialfa e al direttore dell’Accademia Virgilio Piccari, ha visitato il cantiere in piazza Duomo in cui docenti e allievi dell’Istituzione stanno lavorando ormai da due mesi.
“Abbiamo potuto constatare – ha detto Bianco – il gran lavoro fatto su questo magnifico monumento che, realizzato nel 1867 dallo scultore napoletano Tito Angelini sulla piazza del Duomo tra Palazzo Chierici e Palazzo Pardo, sta tornando agli antichi splendori. In questi mesi sono stati moltissimi i Catanesi e i turisti che, poiché il cantiere è per così dire ‘aperto’, hanno avuto la possibilità di soffermarsi a seguire le operazioni di restauro  svolte da allievi e docenti dell’Accademia e, magari, a fotografarle e filmarle. Il lavoro, insomma, come spesso avviene, è diventato spettacolo. E questo monumento si è mutato in un altro simbolo della Catania che rinasce”.
La scenografica fontana – nota a Catania come detto “Acqua a linzolu” poiché, cadendo da ogni lato del basamento, il liquido forma un vero e proprio lenzuolo precipitando sul corso d’acqua sotterraneo che scorre due metri più sotto – è composto da una grande vasca a forma di conchiglia in marmo di Carrara, sulla quale è poggiata la statua personificazione del fiume Amenano, in epoca pagana venerato a Catania come un dio, che sorregge una cornucopia. Ai lati della divinità, si trovano due tritoni, mentre la conchiglia poggia su un basamento che reca sulla parte anteriore lo stemma della città.
Il direttore Piccari ha ricordato come, per avviare il restauro, l’Accademia abbia ottenuto un visto da parte della  Soprintendenza, e ha sottolineato “la grande levatura del progetto didattico che consentirà a Catania di recuperare in tutto il suo splendore una fontana di grande pregio artistico”.
Piccari ha poi illustrato alle classi di diverse scuole invitate dall’Assessorato come è stato organizzato il lavoro di restauro. A eseguirlo sono 15 giovani diplomati in restauro, seguiti da quattro insegnanti dell’Accademia specialisti in queste discipline. A dirigere il cantiere è stato l’arch. Enrico La Rosa, il coordinamento sull’esecuzione del restauro è stato eseguito dalla prof.ssa Antonina Foti e dal prof. Rocco Froiio, mentre la cura del ripristino delle parti mancanti è stata affidata al prof. Concetto Guzzetta.
Il più grosso intervento ha riguardato la pulitura di tutte le superfici marmoree, operazione delicatissima svolta con impacchi di diverse sostanze chimiche e strumenti per le rifiniture.
Il monumento, una volta completato il lavoro, sarà stato rinnovato in tutte le sue parti e sarà anche restituita alla statua del fiume Amenano la mano distrutta da alcuni vandali che una ventina d’anni fa si arrampicarono sulla fontana per assistere ai fuochi di Sant’Agata.

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