01172018Headline:

I gioielli del Sud dimenticati: allarme per Sibari, la Giunta ha dimenticato il sito



” Il ministro Bray, inaugurando le sale di Palazzo Piacentini che ospitano i Bronzi di Riace, si e’ ricordato, giustamente, della gravissima situazione in cui versa il sito archeologico di Sibari, dichiarando che e’ in testa alla propria agenda politica”. E’ quanto afferma in una nota Sandro Principe, capogruppo del Pd alla Regione. “L’affermazione del rappresentate del Governo Letta – prosegue Principe – ci rincuora molto per la sensibilita’ e l’attenzione dimostrata nei confronti di una parte importantissima del nostro patrimonio storico-culturale, facendoci ben sperare su un intervento sollecito per rendere l’area nuovamente fruibile dopo 11 mesi di assoluta impraticabilita’, a causa del fango che ancora copre le meravigliose vestigia. Il presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti ed il suo assessore alla Cultura, Mario Caligiuri, hanno, invece, pomposamente affermato, per come riportato da alcuni quotidiani locali:’La Regione ha stanziato 18 milioni di euro’. Una dichiarazione con la quale si vorrebbe far dimenticare l’assoluto immobilismo che ha contraddistinto la Giunta regionale di centrodestra che, al governo da oltre tre anni, non ha avviato alcuna politica di valorizzazione del sito di Sibari, ne’ alcun intervento di messa in sicurezza della zona dai pericoli di esondazione. La disponibilita’ finanziaria di circa 20 milioni di euro e’, infatti, il risultato dell’azione del Ministro della Coesione Territoriale Barca, che ha riprogrammato le risorse non utilizzate dalla Regione governata dal centrodestra, evitando che gli ingenti finanziamenti previsti dal Por 2007/2013 per Sibari si perdessero. E, infatti, nel Por Calabria 2007/2013, approvato della Giunta regionale di Centrosinistra, era stata inserita la salvaguardia e la valorizzazione del sito archeologico di Sibari. In particolare, erano previste le seguenti azioni specifiche:interventi tecnologici per il drenaggio dell’area archeologica per consentire la rimozione dell’attuale sistema drenante, con conseguente significativa riduzione dei costi di gestione; ripresa degli scavi archeologici (ormai quasi fermi dagli anni ’70) attraverso la programmazione di una nuova campagna di scavi, della durata di 5 anni, organizzata per lotti modulari attuabili disgiuntamente; programmazione e realizzazione di una serie di iniziative finalizzate alla promozione della fruizione culturale del sito, sia in modalita’ diretta (in particolare attraverso il coinvolgimento di studiosi e ricercatori nelle fasi di scavo) che in modalita’ indiretta, attraverso le tecnologie telematiche (‘Sibari Virtuale’); realizzazione di un laboratorio interdisciplinare e avvio di alcune iniziative specifiche sul tema dell’archeologia sperimentale, per accrescere il patrimonio di conoscenze disponibili su Sibari e sulle tecniche di ricerca archeologica”. “L’obiettivo – sostiene ancora Principe – era quello di far diventare Sibari il piu’ grande laboratorio sperimentale di archeologia ed idrogeologia a livellointernazionale, possedendo i criteri per essere inserito nel Programma Operativo Interregionale ‘Attrattori Naturali e Culturali e Turismo nel Mezzogiorno’. Di tutto cio’ nulla e’ stato posto in essere dalla Regione Calabria in particolare non e’ stato mai proposto il Progetto per il Parco Archeologico di Sibari. Il nostro augurio e’ che il Ministro Bray riesca ad utilizzare bene per Sibari le risorse previste dal Por 2007/2013 dimenticate dalla coppia Scopelliti-Caligiuri e recuperate dal Ministro Barca, realizzando, sotto la diretta responsabilita’ del Ministero dei Beni culturali, i progetti per fare di Sibari la Pompei della Calabria, con un conseguente aumento dei flussi turistici, creando una sinergia tra il turismo culturale, montano e marino”. (ANSA).

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