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I 90 anni dei Maria Callas conquistano il doodle di Google

Maria Callas, la più celebre cantante d’opera della storia, è la protagonista del doodle di Google di oggi. Al posto del classico logo, nella pagina principale del motore di ricerca c’è un disegno che ritrae Callas mentre canta in un teatro per ricordare i 90 anni della sua nascita e il suo ruolo nella lirica.

La vita di Maria Callas

Anna Maria Cecilia Sophia Kalogeropoulou, conosciuta con il nome d’arte Maria Callas, fu un soprano di fama mondiale soprattutto negli anni Cinquanta e successivamente ebbe un periodo di grande popolarità in Italia, dove visse a lungo diventando una protagonista delle cronache mondane dell’epoca. Aveva una voce molto particolare, con una grande estensione e un timbro inconfondibile. Lavorò molto sul repertorio italiano, contribuendo a fare riscoprire molte opere della prima metà dell’Ottocento, composte soprattutto da Vincenzo Bellini e da Gaetano Donizetti. Callas divenne molto conosciuta per le sue interpretazioni della Norma, de I Puritani, della Lucia di Lemmermoor e di opere di Verdi e Puccini come la Traviata, il Trovatore, la Tosca e la Turandot.
Maria Callas nacque a New York il 2 dicembre 1923 da genitori greci, che si erano trasferiti pochi mesi prima negli Stati Uniti. Il cognome del padre era Kalogeropoulou, semplificato in Kalos al suo arrivo a New York e successivamente traslitterato Callas. La famiglia abitava a Manhattan sulla 192ª strada e, secondo i racconti spesso fantasiosi e difficili da verificare della madre, sembra che Callas da bambina fosse già molto interessata alla musica: ascoltava le arie d’opera suonate da una pianola e si narra che a quattro anni sapesse già cantare così bene da far fermare la gente per strada per ascoltarla.

A cinque anni fu investita da un’automobile e trascorse quasi un mese in coma, periodo nel quale, avrebbe riferito in seguito, sentì ronzare in testa costantemente strane musiche. Il padre aveva intanto aperto una farmacia, cosa che consentiva alla famiglia Callas di vivere decentemente, nonostante fossero gli anni della Grande depressione. Qualche anno dopo l’incidente, Maria iniziò a seguire lezioni di canto e si trasferì con la madre in Grecia, quando questa si separò dal marito nel 1937.
Si diplomò presso il conservatorio di Atene in canto, pianoforte e lingue e iniziò a far conoscere il suo talento partecipando ad alcuni saggi. Negli anni della Seconda guerra mondiale riuscì, nonostante le difficoltà e l’occupazione nazista, a cantare in diversi teatri greci, a tenere audizioni e a diventare molto nota e apprezzata per le sue capacità e la sua estensione vocale: ebbe 7 ruoli principali in quasi 60 recite dal vivo, le sue arie furono trasmesse in radio.
Nel 1945, Maria Callas tornò negli Stati Uniti dove le cose non andarono da subito bene, con audizioni poco positive e ruoli rifiutati. Durante la sua permanenza perfezionò la propria tecnica ed entrò in contatto con il direttore artistico della stagione estiva dell’Arena di Verona, alla ricerca di nuove voci negli Stati Uniti. Accettò la proposta che le fu fatta e a fine giugno 1947 sbarcò a Napoli e raggiunse poi Verona per iniziare le prove. Il suo debutto all’Arena fu accolto positivamente dai critici, anche se non fu travolgente e fece parlare relativamente poco in giro per l’Italia. A Verona, Callas conobbe Giovanni Battista Meneghini, con il quale si sarebbe sposata in seguito.

Maria Callas divenne Maria Callas in Italia, grazie a una serie di stagioni liriche memorabili. Nel gennaio del 1949 fu acclamata alla Fenice di Venezia per il suo ruolo di Elvira ne I puritani e due anni dopo fece il proprio ingresso alla Scala di Milano. In quegli anni, tra il 1951 e il 1957, interpretò buona parte delle grandi figure femminili della lirica, ottenendo grandi successi di pubblico e critica. Le incisioni su disco della sue arie iniziarono a circolare molto, contribuendo al successo della cantante che in breve tempo divenne la soprano più conosciuta al mondo.
Era un soprano drammatico, ma grazie al costante esercizio aveva sviluppato la capacità di avvicinarsi a suoni più acuti, senza perdere la possibilità di raggiungere le note gravi. Aveva una potenza vocale notevole, basata sul canto operistico classico e su un uso attento del diaframma e del fiato, che riusciva a controllare con grande precisione in modo da adattarlo ai singoli contesti, talvolta a ogni singola parola che pronunciava nel canto.
Nel 1957 conobbe l’armatore greco Aristotele Onassis durante un ricevimento a Venezia. Tra i due nacque una relazione che portò Maria Callas a separarsi da Meneghini. La notizia fu ripresa dalla stampa di tutto il mondo contribuendo alla costruzione di un personaggio pubblico mondano e più effimero, quasi parallelo, rispetto a quello della cantante.

Esausta per i continui impegni nei più importanti teatri d’opera, Callas nella seconda metà degli anni Cinquanta ebbe un calo vistoso: la voce andava e veniva e non riusciva a sostenere le note centrali. A inizio 1957 interruppe la sua esibizione della Norma a Roma alla presenza dell’allora presidente della repubblica Giovanni Gronchi. Negli anni seguenti alternò grandi interpretazioni a esibizioni dimenticabili.
Nel 1968 Onassis si sposò con Jacqueline Kennedy, nonostante Callas avesse rinunciato alla nazionalità statunitense per riassumere quella greca nell’ottica di sposarsi proprio con l’armatore e terminare la carriera nel  paese. La rottura tra i due fu un altro grande scandalo, raccontato ampiamente dai giornali e portò Callas ad avere un nuovo periodo di grande depressione alternato a momenti di intraprendenza notevole. In uno di questi accettò di essere la protagonista del film Medea di Pier Paolo Pasolini.
Maria Callas concluse la propria carriera con una tournée mondiale tra la fine del 1973 e il 1974. L’ultima esibizione in pubblico fu l’11 novembre del 1974 a Sapporo, in Giappone. Si ritirò a vita privata a Parigi, dove morì il 16 settembre 1977 per arresto cardiaco legato alla complicazione di alcune malattie che aveva avuto sin da bambina. Da tempo soffriva di insonnia e aveva sviluppato una dipendenza da metaqualone, un sedativo che dà effetti simili a quello dei barbiturici. Fu cremata e le sue ceneri sepolte presso il cimitero di Père Lachaise, anche se c’è chi sospetta che non fu mai cremata perché la pratica era sconsigliata dalla religione cristiana ortodossa.

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