01222018Headline:

Evasione fiscale a quota 130miliardi, l’allarme di Befera

Fisco, Befera: 130 miliardi di evasione, incompatibile con democrazia
Usa parole dure il presidente dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera: “L’elusione e l’evasione fiscale non sono compatibili con la nostra economia e con nessun sistema veramente democratico”. L’occasione è il convegno “La legalità fiscale italiana” promosso dall’Agenzia stessa. La strada è ancora lunga per raggiungere l’obiettivo: “l’ammontare delle tasse evase nel nostro paese viene stimato dalla Corte dei conti in 130 miliardi nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni” sottolinea. Per questo “il rafforzamento della lotta contro la frode fiscale è non solo una questione di entrate ma anche di equità sociale”. Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, in un messaggio, auspica una azione di accertamento dei tributi più snella ed efficiente “evitando di trasformare il sistema fiscale in un ostacolo per la crescita dell’economia nazionale”, e tutelando invece le “imprese sane”. Secondo Befera la disuguaglianza prodotta dall’evasione “è la vera patologia della nostra epoca. Minaccia il funzionamento della democrazia e il senso della coesione sociale”. La perdita di gettito derivante dall’evasione “limita fortemente la capacità di redistribuzione dello Stato” e “costituisce una forte distorsione alla concorrenza e induce anche una non corretta allocazione delle risorse rappresentando un vincolo allo sviluppo”. Per il direttore dell’Agenzia delle entrate “nessuna economia può sopportare livelli di evasione come quelli registrati in Italia”. Rincara Saccomanni, che scrive: “L’evasione fiscale è sinergica alla corruzione, all’illegalità e alla criminalità organizzata. Sono fenomeni che pregiudicano il buon funzionamento dell’economia, impediscono il riscatto sociale delle nuove generazioni e compromettono le prospettive di sviluppo delle fasce più svantaggiate della popolazione”. Del resto – conclude – contro questo fenomeno sono necessarie anche “risposte coordinate a livello internazionale”.
Per le imprese parla il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che torna a chiedere più equità fiscale e auspica modifiche in questo senso alla legge di stabilità. “Abbiamo bisogno regole semplici e stabili invece di una giungla normativa che induce in errore e disincentiva la legalità fiscale”. E dice basta: “Le imprese sono ormai usate come un bancomat dello stato, non è accettabile procedere con questa prassi che mette in crisi le imprese. Le imprese vogliono pagare tasse ma in modo semplice e senza costi aggiuntivi”. Secondo Squinzi è necessario “rivedere il sistema sanzionatorio-tributario” dosando le sanzioni alla gravità dei comportamenti, differenziando, ad esempio, coloro che volontariamente occultano introiti al Fisco da coloro che commettono errori. L’evasione fiscale è un “male economico” che produce “concorrenza sleale, distorce la competizione e ostacola lo sviluppo. Le imprese non possono più accettarlo”. Il presidente di Confindustria ha chiesto di destinare i proventi della lotta all’evasione alla riduzione della pressione fiscale e del cuneo fiscale.

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