01182018Headline:

Effetto crisi, 440mila lavoratori in cig a gennaio. Spariti 311 milioni dalle busta paga

Oltre 440 mila lavoratori coinvolti in processi di cassa integrazione a zero ore a gennaio che hanno subito un taglio del reddito di 311 milioni di euro, ovvero 700 euro in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore. Il tutto frutto delle 81 milioni di ore di cig, richieste e autorizzate, registrate lo scorso mese. Questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto della Cgil di gennaio sulla cassa integrazione, frutto di elaborazioni dei dati Inps da parte dell’Osservatorio Cig del sindacato. Mentre il ministero del Lavoro pubblicando il “Programma italiano sulla Garanzia per i Giovani 2014-2020” ricorda che la disoccupazione giovanile in 7 anni dal 2006 al 2013 è raddoppiata dal 20,2% al 41,6%. “E’ ancora piena e drammatica emergenza sul fronte lavoro”, osserva il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuada, nell’invitare il prossimo governo “a dare un segnale di decisa discontinuità rispetto al passato, che produca effettivi e determinanti cambiamenti, mettendo al centro della sua agenda politica il lavoro”. Il paese, conclude la dirigente sindacale, “ha urgente bisogno di una prospettiva positiva e praticabile che non può prescindere dalla difesa e dalla creazione di lavoro”.

DATI CIG GENNAIO– Il rapporto della Cgil segnala come la richiesta di cassa a gennaio sia stata pari a 81.364.033, in riduzione sul mese precedente del -5,28%, così come su gennaio dello scorso anno (-10,36%). Rimane quindi senza variazioni la richiesta media di ore pari a 80 milioni di ore al mese costante a partire da gennaio 2009, così come elevata l’incidenza delle ore di cig per lavoratore occupato nel settore industriale pari, per il solo mese di gennaio già di 13 ore per addetto. La flessione registrata nella richiesta di ore, osserva il rapporto, “si deve così principalmente a due fattori: l’aumento della disoccupazione, come testimoniato dall’andamento delle domande di disoccupazione, e la riduzione delle autorizzazioni sulle ore di cassa integrazione in deroga”. Nel dettaglio dell’analisi di corso d’Italia si rileva inoltre come la cassa integrazione ordinaria (cigo) a gennaio registri un monte ore pari a 23.778.367, per un -5,28% su dicembre e -23,05% su gennaio 2013. La richiesta di ore per la cassa integrazione straordinaria (cigs), sempre per quanto riguarda il passato mese, è stata di 43.864.450, in crescita su dicembre (+9,88%) e su gennaio dello scorso anno (+0,84%). Infine la cassa integrazione in deroga (cigd) ha registrato a gennaio un calo sul mese precedente del -38,68%, e sull’anno del -16,13%, per un totale di 13.721.216 ore.

CAUSALI DI CIGS – In riduzione le aziende che hanno fatto ricorso ai decreti di cigs. Lo scorso mese sono state 533 con una riduzione del -16,06% sullo stesso mese dello scorso anno e riguardano 973 unità aziendali (-15,76% sempre sullo stesso periodo). Il rapporto segnala la continua diminuzione delle domande di ristrutturazione (13 per un -27,78%) e riorganizzazione aziendale (8 per un -65,22%). “Gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende continuano a diminuire e rappresentano solo il 3,94% del totale dei decreti. Un segnale evidente del progressivo processo di deindustrializzazione in atto nel Paese”, segnala lo studio Cgil. REGIONI – Anche in questo inizio di 2014 le regioni del nord registrano il ricorso più alto alla cassa integrazione. Dal rapporto della Cgil emerge che al primo posto per ore di cig autorizzate a gennaio c’è la Lombardia con 20.955.856 che corrispondono a 113.891 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 9.261.975 ore di cig autorizzate per 50.337 lavoratori e il Veneto con 7.846.340 ore per 42.643 persone. Nelle regioni del centro prima è il Lazio con 7.901.107 ore che coinvolgono 42.941 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 5.122.478 ore per 27.840 lavoratori.

SETTORI – Invariata anche la situazione nei settori. Nella meccanica si è totalizzato a gennaio il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate lo scorso mese, la meccanica pesa per 29.201.982, coinvolgendo 158.706 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore dell’edilizia con 9.912.596 ore di cig autorizzate per 53.873 lavoratori coinvolti, subito dopo il commercio che registra 8.512.579 ore e 46.264 lavoratori investiti.

OCCUPAZIONE E LAVORATORI IN CIG – A gennaio, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (2 settimane), sono coinvolti 884.392 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 5 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 442.196 lavoratori, di cui 238 mila in cigs e 74 mila in cigd. Continua così a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: dai calcoli dell’Osservatorio cig della Cgil si segnala come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito 311 milioni di euro al netto delle tasse, pari ad una riduzione del salario di 700 euro per ogni singolo lavoratore.

MINISTERO DEL LAVORO – Le ore di cassa integrazione effettivamente utilizzate dalle imprese hanno mostrato un netto calo nel terzo trimestre dell’anno: questo è invece il dato, finora inedito, contenuto nella nuova pubblicazione “Tendenze del mercato del lavoro”, diffusa oggi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La pubblicazione riporta anche altri indicatori di miglioramento della domanda di lavoro: il saldo tra attivazioni e cessazioni è tornato a essere positivo e le ore lavorate sono in aumento. Questi segnali non si sono riflessi sull’occupazione complessiva, spiega la pubblicazione del Mlps, perché “la ripresa del ciclo eco­nomico è accompagnata inizialmente da un aumento dell’intensità di utilizzo del fattore lavoro (ri­assorbimento delle unità poste in Cig e maggiore uti­lizzo dello straordinario). Solo con il consolidarsi della fase espansiva e con il miglioramento delle aspettati­ve, le imprese decideranno di assumere nuovo perso­nale. Per questa ragione, si registrano maggiori ritardi nell’aggiustamento dei livelli occupazionali rispetto all’andamento del ciclo economico”. La ripresa della domanda di lavoro è trainata soprattutto dal settore manifatturiero, ma le ore lavorate sono in aumento anche nel settore delle costruzioni, che nel terzo trimestre ha fatto registrare il primo aumento congiunturale (+0,7%) dopo otto trimestri consecutivi di contrazione. Resta invece debole la situazione nei servizi, dove si riscontra una aspettativa di miglioramento occupazionale soltanto nel comparto del commercio.

PIANO SULLA GARANZIA PER I GIOVANI – E’ stato pubblicato sul sito del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il “Programma italiano sulla Garanzia per i Giovani 2014-2020”. Nell’introduzione si legge che il Piano sulla Garanzia per i Giovani affronta una delle emergenze nazionali: la disoccupazione e l’inattività giovanile. Tra dicembre del 2006 e dicembre 2013 il tasso di disoccupazione giovanile è passato dal 20,2% al 41,6%, mentre resta enorme il numero dei NEET (Not in Employment, Education or Training), cioè giovani 15-24enni non impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo, stimabili in circa 1,41 milioni di unità, al terzo trimestre del 2013, il 23,3% della popolazione di questa fascia di età.

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