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Donne di ieri, donne di oggi: Sempronia, l’ambiguo ritratto di una sexy ed affascinante donna

La figura di Sempronia viene presentata dal grande Sallustio attraverso la tecnica del “ ritratto paradossale”. Originaria della famiglia dei Gracchi, sposò Decimo Giunio Bruto ( console nel 77 a. C) e fu madre di Decimo Giunio Bruto Albino, il quale prenderà parte con il più famoso cugino Marco Giunio Bruto, alla congiura che pose fine alla vita di Cesare nel 44 a. C. Questa donna di audacia virile ha cultura e grazia, ma la luxuria ha distrutto in lei decus et pudicitia, virtù a cui una perfetta matrona romana non poteva rinunciare nel modo più assoluto. Personaggio paradossale, colmo di doti che affascinano e allo stesso tempo la presentano abominevole nei suoi vizi. Ancor  prima di prendere parte alla congiura, Sempronia multa saepe virilis audaciae facinora commiserat dove i termini audacia e facinus assumono il ruolo di due voces mediae le quali, nel contesto, possono avere significato positivo e negativo. Qui prevale il significato negativo sia perché il verbo commettere con complemento oggetto facinus ha il significato di commettere una colpa, e sia perché la presenza dell’aggettivo virilis marchia la donna di un comportamento che non le spetterebbe. E’ pur vero che l’uso di quest’ultimo aggettivo può avere un duplice significato: nell’ambito dei mores maiorum  esiste una virilità positiva della donna che consiste nell’avere la stessa fortezza d’animo degli uomini, l’attaccamento alla patria, alla famiglia, ma non certamente l’audacia.
Sallustio ci informa che Sempronia non era solo nobile, bella, di buona famiglia, ma possedeva una cultura fuori dal comune: conosceva la letteratura greca e latina, suonava la cetra e sapeva danzare in modo seducente, presupposti tipici di una personalità ricca e vivace ma che agli occhi di Sallustio appaiono come presupposti per una vita dissoluta: suonare e danzare sono attività disdicevoli per una matrona romana, tenuta a mantenere un comportamento ispirato all’ideale della gravitas; quindi Sempronia era troppo colta e troppo disinibita per essere anche proba.
Ma come è il cuore di questa donna? Sallustio attraverso una serie di proposizioni coordinate per asindeto, descrive chiaramente l’abiezione di Sempronia, la quale senza decus et pudicitia, non ha riguardo né per il denaro né per il proprio buon nome (pecuniae an famae minus parceret, haud facile discerneres); essa è dominata da una bestiale libido che la porta a violare qualsiasi codice comportamentale e a diventare da preda e cacciatrice ( ut saepius peteret viros quam peteretur). La donna viene presentata come fedifraga (fidem prodierat), spergiura (creditum abiuraverat) e complice di delitti (caedis conscia fuerat). Anche lei, come Catilina e gli altri congiurati è precipitata nel vizio a causa del suo amore per il lusso e alla mancanza dei mezzi per soddisfarlo. E’ bene notare come lo stesso Sallustio alla fine della sua descrizione riporta l’attenzione sull’ingenium haud absurdum della donna, descrivendola colta, piena di eleganza, spigliata, che sapeva tenere discussioni nei salotti dell’alta società grazie al suo umorismo e alla sua raffinata cultura ed intelligenza.

B S Aliberti Borromeo

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