01182018Headline:

Detrazioni fiscali, ora lo Stato paga sei mesi dopo

Ogni anno sono milioni i lavoratori che possono beneficiare delle detrazioni d’imposta. Ecco i dati: Trentasei milioni circa godono della detrazione per lavoro dipendente e poco meno di 12 milioni anche della detrazione per carichi di famiglia (entrambe già calcolata nella busta paga mensile e quando occorre anche nel cedolino della pensione). Ma molte altre detrazioni sono popolari: 14,3 milioni di italiani detraggono in sede di dichiarazione dei redditi le spese mediche, altri 6,6 milioni detraggono le spese per alcuni tipi di assicurazioni e polizze. Ancora: 4,2 milioni di italiani detraggono gli interessi sui mutui prima casa, e secondo dati da aggiornare quasi 800 mila italiani detraggono le spese per la ristrutturazione edilizia e l’efficienza energetica della propria abitazione. Tutti vantaggi fiscali complessivi che si possono compensare con le eccedenze di imposta dovuta (cioè quanto non trattenuto sulla prima casa o redditi diversi che entrano in dichiarazione), e se sono superiori fino ad oggi appunto hanno fatto ottenere un rimborso entro il mese successivo la dichiarazione in busta paga.

Ma la musica st aper cambiare: il governo ha stanziato un nuovo provvedimento secondo il quale quei rimborsi annui al di sopra dei 4.000, che normalmente arrivavano direttamente in busta paga il mese successivo, alla presentazione della dichiarazione dei redditi da parte del datore di lavoro o attraverso il Caf, ora arriveranno, nella migliore delle ipotesi, sei mesi dopo.

Non saranni più versate in busta paga come avviene oggi, ma alla stessa Agenzia delle Entrate che spedirà a casa un assegno al contribuente. Insomma grazie a questo cambiamento lo Stato potrà trattenere ai contribuenti quelle somme dovute restituendole magari l’anno dopo senza pagare nessun interesse sul gruzzoletto.

A cura del Centro Elaborazione dati 33%.

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