De Bortoli si sfoga: gli editori non hanno l’intelligenza per fare i giornali

 

Ferruccio De Bortoli si è stufato. Al Corriere dopo le scintille tra Diego Della Valle e John Elkann si respira un’aria pesante. A rendere il clima infuocato sono arrivati i dissidi interni in Rcs Mediagroup con le dimisisoni dal Cda di Carlo Pesenti in pieno contratso con la nuova linea “pro-Fiat” adottata da via Solferino. Insomma il Corriere, nei suoi piani alti non passa di certo un buon momento. Il quotidiano ha prima osannato Monti per poi scaricarlo. Stesso trattamento è stato riservato a Letta finchè non è arrivata la “bomba” sul Colle con le rivelazioni di Alan Friedman. Così il direttore De Bortoli comincia ad accusare il colpo e si sfoga con un’intervista al Foglio di Giuliano Ferrara: “Diciamo che il Corriere ha molti azionisti, ma non ha un editore”. De Bortoli contesta dunque il gruppo dirigente di via Solferino definendolo “troppo litigioso”. “L’editoria è difficile farla, che bisogna possedere un’intelligenza speciale, un gusto speciale per l’oggetto, per il manufatto, per la carta, per le notizie, per la scrittura, per il mestiere. Mentre i proprietari di giornali, quelli di adesso, non hanno intelligenza in genere nè quella in particolare”. Una bordata secca e diretta al cuore del management di via Solferino. Infine dopo lo sfogo De Bortoli prova a frenare: “La proprietà  del Corriere è come il Consiglio dell’Onu. Ma io ho pubblicato la Gabanelli e gli attacchi di Mucchetti alla Fiat”. Ma la sensazione è che ormai il direttore ha forse voglia di cambiare aria.

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