Datagate, anche l’Europa spiava i cellulari

Datagate, Snowden rilancia: C’è una rete di spionaggio europea
Nel giorno in cui Germania e Brasile chiedono all’Onu di adottare una bozza di risoluzione che invoca il diritto alla privacy nell’era digitale, si apre una nuova intrigante pagina del capitolo Datagate. E a “scriverla” è sempre lui, Edward Snowden, che rivela – scrive il Guardian – come i servizi segreti di Germania, Francia, Spagna e Svezia avrebbero messo a punto circa 5 anni fa un sistema di sorveglianza di massa delle comunicazioni telefoniche e internet in stretta collaborazione con il GCHQ britannico. Dai file di Snowden emerge anche come il GCHQ, l’equivalente britannico della Nsa americana, svolgeva un ruolo di consulente nell’aiutare i partner europei ad aggirare le leggi nazionali che limitano i poteri dell’agenzie di intelligence.

NSA –  “Ci piacerebbe smettere con i nostri programmi di intelligence. Ma se lo facessimo la nostra paura è che si creerebbe un vuoto, che potrebbe provocare un altro 11 settembre. E così non avremmo fatto il nostro dovere”, ha spiegato il capo della National security agency, Keith Alexander. “Nsa ha raccolto informazioni sui leader mondiali su richiesta dei responsabili politici”, ha aggiunto puntando il dito in particolare sul personale diplomatico americano.

IL PREMIER – Enrico Letta attraverso un’intervista concessa allo spagnolo El Pais , al polacco Gazeta Wyborcza, al francese Le Monde, al tedesco Suddeutsche Zeitung, all’inglese The Guardian e a La Stampa, si è detto certo che sul caso Datagate “i chiarimenti arriveranno perché l’alleanza tra Stati Uniti ed Europa è fondamentale, deve assolutamente continuare”.

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