12142017Headline:

Conto alla rovescia per la decadenza: due ore al voto. Già i primi tafferugli a Palazzo Grazioli

Nell’Aula del Senato si sta svolgendo l’esame della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. La prima a prendere la parola è stata la senatrice di Forza Italia Elisabetta Alberti Casellati che ha chiesto, facendo riferimento a un precedente del 2009, il voto segreto sugli ordini del giorni. Anche Renato Schifani (Ncd) ha espresso la stessa richiesta. Ma il presidente del Senato Pietro Grasso ha respinto la richiesta ribadendo che la votazione sulla decadenza da senatore non è configurabile come voto sulla persona ma sullo status di parlamentare e dunque va effettuata tramite scrutinio palese. Dopo l’intervento del presidente della Giunta Dario Stefano che ha letto la propria relazione, è stata la volta di Pier Ferdinando Casini che ha presentato una sospensiva in attesa delle decisioni della Cassazione sul conteggio dei tempi dell’interdizione dai pubblici uffici del leader di Forza Italia. Sospensiva bocciata dall’Assemblea così come sono state respinte le sei questioni pregiudiziali presentate. Sono invece sette gli ordini del giorni presentati in difformità dalle conclusioni della Giunta. Tempi più rapidi, rispetto al previsto, per la votazione. La conferenza dei capigruppo aveva inizialmente stabilito che si tenesse alle 19. Alle 12,50 è invece cominciata la discussione generale, alle 15,30 è previsto l’inizio delle dichiarazioni di voto sugli ordini del giorno e alle 17 il voto sulla decadenza.

Il dibattito si è subito infuocato con il duro attacco di Sandro Bondi (FI) contro i senatori a vita. “Vergognatevi”, l’epiteto rivolto dall’ex ministro della Cultura che ha attaccato i colleghi perché “non si sono certo distinti per la loro presenza ai lavori del Senato”. A difesa dei senatori a vita ha preso la parola il capogruppo Pd Luigi Zanda che ricorda come la Costituzione stabilisca che essi siano “al momento della nomina senatori a tutti gli effetti e partecipino ai lavori in tutte le sedute. “Mi auguro – ha aggiunto Zanda – che continuino a frequentare Palazzo Madama e sono fiero che siano presenti alla seduta odierna”. Dopo un accesso botta e risposta dai banchi, è intervenuto il presidente Pietro Grasso che ha letto l’articolo 1 del Regolamento del Senato: “I senatori acquistano le prerogative della carica e tutti i diritti inerenti alle loro funzioni, per il solo fatto della elezione o della nomina, dal momento della proclamazione se eletti, o dalla comunicazione della nomina se nominati. I senatori hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’Assemblea e ai lavori delle Commissioni”. Ha così chiosato Grasso: “E questo può bastare”. Berlusconi, che ha deciso di non partecipare ai lavori in Aula, è a Palazzo Grazioli a preparare il discorso che terrà dopo le 16 durante la manifestazione dei suoi sostenitori sotto la residenza romana. Una manifestazione “assolutamente legittima” e “pacifica” e che sarà “solo l’inizio”, assicura il Cavaliere. Dopo il comizio Berlusconi dovrebbe rientrare ad Arcore. E’ saltato quindi l’intervento televisivo previsto questa sera da Bruno Vespa a “Porta a porta”.

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