Come cambieranno le telecomunicazioni in Italia, il futuro in un rapporto di Palazzo Chigi

Arriva a Palazzo Chigi il nuovo ‘rapporto Caio’ risultato del lavoro del team di professori e ingegneri: 8 capitoli per 80 pagine e soprattutto 21 raccomandazioni. Dopo una prima ricognizione dell’attuale stato di copertura broadband in Italia, il rapporto analizza le cause del ritardo nel raggiungimento degli obiettivi UE (ndr: banda larga di base per tutti entro il 2013, 30 Mbit per 100% popolazione 100Mbit per 50% popolazione entro il 2020) e si sono concentrati sulle possibili alternative all’infrastruttura fissa (ovvero cavo coassiale, mobile, fixed wireless, satellite). Ruolo centrale viene assegnato al Governo, che dovrebbe predisporre un Piano Nazionale Banda Larga che tenga conto però non solo delle infrastrutture di rete fissa ma anche quelle mobili, wireless e infine di quelle satellitari.
Il Governo dovrà poi definire un processo per l’individuazione di opportuni indicatori di performance (KPI) che sarà affidata a un soggetto terzo indipendente, il che fa intravedere un possibile ruolo affidabile ad Agcom. I Piani di sviluppo degli Operatori di TLC vengono passati in rassegna: sono state analizzate le opportunità dell’utilizzo della fibra a livello di armadio di strada (FTTC), individuate inefficienti duplicazioni di investimenti nelle zone più remunerative e valutato che esistono scarse alternative alla rete fissa di Telecom.

Il ruolo degli operatori di rete

Verrà richiesto agli operatori di rete di dare evidenza pubblica dei propri piani di sviluppo di rete a breve termine e dei piani, seppur preliminari, fino al 2020. Non manca la promozione alla condivisione delle infrastrutture, non solo di rete fissa ma anche mobile: si auspica il perseguimento della condivisione delle frequenze nonché il trading frequenziale che potrebbe incentivare partnership tra gli operatori televisivi e quelli telefonici.

Il rapporto spinge verso la liberazione delle frequenze, probabilmente quelle oggi utilizzate dalla televisione, a favore della banda larga fornita dalle reti mobili e dai sistemi wireless. La principale fonte di novità è senza dubbio la raccomandazione che i professori fanno al Governo di individuare misure pubbliche per assicurare l’accesso Internet ai contenuti lineari e on demand e soprattutto ai media interattivi. Diversi i temi di attenzione messi in campo, ora la palla passa principalmente al Governo che dovrà valutare l’opportunità di dare attuazione a quanto suggerito a questo nuovo Rapporto commissionato all’ing. Caio.

Le 21 raccomandazioni: 

1. Includere maggiormente la telefonia mobile nel processo di pianificazione frequenziale
2. Assicurare frequenze sufficienti per la telefonia mobile e le connessioni wireless
3. Seguire le best practice europea per lo sharing e trading frequenziale
4. spingere per le small cells e il Wi-Fi off-load che consentono di raggiungere una maggiore capacità di rete
5. I decisori politici dovrebbero tenere inconsiderazione sia le reti di telefonia fissa che quelle di telefonia mobile
6. Includere la banda larga Fixed Wireless nel processo di pianificazione
7. Includere il satellite nel processo di pianificazione come gap filler
8. Non imporre inutili ostacoli per la condivisione delle infrastrutture
9. Valutare le proposte di regolamento UE per facilitare la condivisione delle infrastrutture anche civili
10. Adottare misure per promuovere l’alfabetizzazione digitale
11. Valutare se le misure di politica pubblica debbano garantire l’accesso Internet ai Media sia lineare che on-demand che per quelli interattivi
12. Monitorare il declino delle connessioni alla rete fissa e valutare se è possibile invertirne l’andamento
13. Determinare in modo puntuale i costi per il raggiungimento degli obiettivi della UE
14. Reperire sufficienti fondi per il raggiungimento degli obiettivi
15. Creare un Piano Nazionale Banda Larga completo
16. Impegnare non solo l’industria italiana ma anche gli italiani
17. Il governo dovrebbe definire opportuni KPI per monitorare gli sviluppi relativi al raggiungimento degli obiettivi UE
18. Il governo dovrebbe affidare l’attività di monitoraggio ad un soggetto indipendente e fornire le risorse necessarie per consentire un monitoraggio efficiente
19. Invitare gli operatori di rete a fornire piani ,almeno preliminari, che si estendano fino al 2020
20. Incoraggiare gli operatori di rete a rendere pubblici, in modo volontario, i propri piani di investimenti nelle infrastrutture
21. Il governo dovrebbe utilizzare i propri fondi per assicurare ad aiutare il raggiungimento degli obiettivi UE

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