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Cancellata l’Imu ma non per tutti: a Napoli si pagherà. L’ira di de Magistris

La cancellazione della seconda rata dell’Imu decisa dal governo apre un nuovo fronte di polemiche fra Comuni e governo. Soprattutto perchè lo stop sarà totale solo per quei comuni con he non hanno aumentato le aliquote di base. Per tutti gli altri, a cominciare da Napoli, i contribuenti dovranno pagare almeno il 50% dell’aumento previsto dalle rispettive amministrazioni. Tranne che, ovviamente, i sindaci non decidano di fare autonomamente un passo indietro. Una posizione che ha già sollevato le proteste dei primi cittadini. ”Il Governo deve mantenere gli impegni presi con i comuni, soprattutto verso quelle citta’ che hanno iniziato un percorso virtuoso di risanamento dei proprio conti, anche attraverso scelte difficili ma responsabili. Oggi il Governo non puo’ chiedere ai comuni, a fronte dell’abolizione dell’Imu che pure i comuni condividono, di garantire la copertura finanziaria a questa sua decisione  –  afferma in una nota il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris – ”Non ci possono chiedere di imporre ai cittadini il pagamento della tassa a gennaio 2014, in modo da reperire risorse che, invece, avrebbe dovuto garantire il Governo stesso, essendo l’abolizione dell’Imu una scelta dello stato centrale. Il Governo che giustamente ha deciso l’abolizione Imu deve garantire ora la totale copertura finanziaria di questa operazione, perche’ si tratta di un fondamentale principio di contabilita’ finanziaria oltre che di una fondamentale questione di giustizia. I comuni da troppo tempo stanno pagando un prezzo altissimo, con i tagli ai trasferimenti nazionali che spingono noi amministratori in alcuni casi – conclude De Magistris – a non poter garantire i servizi e i diritti fondamentali dei cittadini, ovvero quei diritti costituzionalmente sanciti che, se non garantiti, determinano la sospensione dello stato democratico”
“Io ritengo che non si debbano piu’ intrattenere i rapporti istituzionali con il governo e che l’Anci non debba partecipare piu’ ai tavoli”.
Dopo le decisioni prese ieri dal governo sull’Imu, bollate come “ennesima bugia”, il sindaco di Varese, Attilio Fontana, membro dell’Ufficio di presidenza dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), e’ convinto che i sindaci debbano ormai scegliere la linea dura. E lo dira’ forte e chiaro nel corso del prossimo Ufficio di presidenza dell’Anci gia’ convocato per il 5 dicembre proprio per valutare la legge di stabilita’ e le misure dell’esecutivo sulla seconda rata Imu. Dal governo c’e’ stata “un’ennesima bugia – sottolinea all’Adnkronos Fontana – una bugia raccontata ai Comuni quando aveva assicurato sarebbe stata coperta integralmente la seconda rata dell’Imu, e una bugia ai cittadini quando aveva garantito che l’Imu non sarebbe piu’ esistita”. “L’Imu in realta’, per una quota residuale, resta – prosegue – Mi chiedo come faccia una componente importante del nuovo centrodestra ad accettare una situazione del genere”. “E’ una situazione drammatica e inaccettabile – prosegue il sindaco – si e’ raggiunto davvero il livello massimo di sopportazione di questo governo che sta trattando gli enti locali peggio di come sono stati trattati dai governi passati”.
“Noi sindaci lombardi avevano detto che saremmo stati disposti a valutare il governo a condizione che sarebbe stata coperta interamente la seconda rata, se no per noi sarebbe stata rottura – osserva – A questo punto ritengo che non si debbano piu’ intrattenere i rapporti istituzionali con il governo e che l’Anci non debba partecipare piu’ ai tavoli”. A lasciare perplesso Fontana e’ anche la nuova tassazione locale disegnata dalla legge di stabilita’: “Il governo ci aveva detto che sarebbe stata concordata con noi e invece non e’ avvenuto – spiega – Bisognera’ attendere delle simulazioni per capire le cifre che ci saranno riconosciute: temo che, come sempre, l’aliquota base non coprira’ le nostre necessita’ e gli importi incassati quest’anno per la gestione ordinaria e cosi’ saremo costretti ad aumentare le aliquote mettendoci nelle condizioni di essere noi gli esattori mentre il governo se ne lava le mani”.

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