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A caccia di talenti con il festival vintage, parla la regista Cecilia Pagliarani

Scadono il 30 luglio 2017 i termini per le iscrizioni alla quinta edizione del festival di cinema vintage “Il gusto della memoria,” rassegna di film ispirati alle immagini d’archivio che si terrà a Roma il 29, 30 e 31 settembre 2017. Per il quarto anno è aperto il contest per registi appassionati di immagini d’archivio e il tema di quest’anno è “La Famiglia”. Attraverso le immagini presenti su Nos Archives si invitano registi, aspiranti tali, studenti di scuole di cinema, studenti dei licei a raccontare la Storia da un punto di vista alternativo a quello ufficiale, con una storia anche inventata e con i materiali cinematografici presenti in nosarchives.com e nell’archivio dell’Istituto Luce. La scadenza per l’iscrizione è fissata al 30 luglio 2017, mentre i materiali possono essere inviati entro il 30 agosto 2017.

“Il festival ad ogni edizione – spiega la montatrice e regista Cecilia Pagliarani, fondatrice e direttrice del Festival – cerca di diffondere l’immensa potenzialità degli archivi di film amatoriali e degli archivi in generale. Dal documentario al Dj  set, le immagini dei filmini amatoriali (come quelle custodite da nosarchies e visibili sul canale YouTube NOSARCHIVEDOTCOM e su quello del festival) ci trasmettono oltre alle informazioni storiche anche mille  altri significati emozionali, di coloro che le hanno girate e dei soggetti protagonisti.  L’obiettivo del festival è quello di far venire la voglia a tutti di giocare con le immagini antiche e, ai più sensibili , di fare – perchè no – dei capolavori. Tutte le info sul festival e sul bando del concorso che scade il 30 luglio al link www.ilgustodellamemoria.it

Come è nata l’idea del festival?

“ll festival  nasce  come un   laboratorio  di creazione cinematografica, uno spazio di riflessione sulle possibilità di creazione con le immagini di decenni piu vecchie di noi. L’idea è semplicemente venuta costruendo l’archivio nosarchives.com e scoprendo le potenzialità di immagini tanto diverse da quelle che siamo abituati a pensare negli archivi (cinegiornali, documentari industriali,  reportage)”.

Al Sud c’è voglia di cinema?

“La voglia di cinema c’è  ovunque, anche se spesso non dichiarata. Quest’anno ho avuto l’onore d’insegnare al Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo ed è stata un’esperienza straordinaria, visto che la scuola è stimolante sia proprio come ambiente, sia perché gli studenti vengono da ogni parte d’Italia e hanno necessità espressive molto diverse. E’ stato molto interessante farli giocare con gli archivi”.

Le nuove tecnologie possono alimentare questo settore?

“Si e no. Le nuove tecnologie rendono le cose più accessibili, ma la semplicità non è sempre amica del processo creativo. Comunque, se si vuole intendere che la tecnologia rende possibile l’avvicinamento di chiunque alla creazione a base di immagini antiche caricate sul web, senza dubbio la risposta è si”.

Quali sono le vostre aspettative su questo festival?

“Quest’anno il festival ha come tema “le famiglie in tutte le forme” e vuole essere uno stimolo per concepire film anche anticoncezionale nelle forme e nella narrazione su un tema anche scabroso come la famiglia, utilizzando le immagini delle famiglie altrui, quelle dei filmini di famiglia. L’obiettivo, che è sempre lo stesso, e forse di tutti i festival, è scovare talenti e farci sorprendere”.

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