Arriva la web tax, ora Google non potrà sfuggire al fisco italiano

La commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento Pd sulla web tax che ha come primo firmatario Edoardo Fanucci (Pd) ed è sostenuta dal presidente della commissione, Francesco Boccia (Pd).

In particolare, servizi e prodotti online di multinazionali del web potranno essere acquistati, in Italia, solo «da soggetti titolari di una partita Iva italiana». Il governo si è rimesso all’Aula. Giganti come Google dovranno sottostare a questa norma.

Nel testo si legge che «i soggetti passivi che intendano acquistare on line sia come commercio elettronico diretto che indiretto, anche attraverso centri media ed operatori terzi, sono obbligati ad acquistarli da soggetti titolari di una partita Iva italiana. Gli spazi pubblicitari on line e i link sponsorizzati che appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca, visualizzabili sul territorio italiano durante la visita di un sito o la fruizione di un servizio on line attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili, devono essere acquistati esclusivamente attraverso soggetti (editori, concessionarie pubblicitarie, motori di ricerca o altro operatore pubblicitario) titolari di partita Iva italiana. La disposizione si applica anche nel caso in cui l’operazione di compravendita sia stata effettuata mediante centri media, operatori terzi e soggetti inserzionisti».

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