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Ancora un rinvio per i Marò, la corte indiana deciderà il 18 febbraio. Nuovo schiaffo all’Italia


Nuovo rinvio per i Marò. Oggi si attendeva la decisione della Corte Suprema indiana ma si è deciso per un ennesimo rinvio a martedì 18 febbraio. Il massimo organo di giustizia indiano dovrà decidere i capi di accusa contro i due fucilieri italiani, Massimo Latorre e Andrea Girone, per l’incidente del 15 febbraio 2012, in cui morirono due pescatori indiani. Il ministro della Difesa, Mario Mauro, era arrivato a Nuova Delhi nella notte di lunedì per essere al fianco dei marò. Il giudice Chauhun ha ascoltato la pubblica accusa, che ha confermato la richiesta dell’applicazione della legge per la repressione della pirateria (Sua act) senza evocare pena di morte. Richiesta che respinge in maniera categorical’avvocato della difesa italiana Mukul Roahtgi. “Inaccettabile l’imputazione proposta da autoritá indiane. Uso del concetto di terrorismo da rifiutare in toto. Italia e Ue reagiranno”. Scrive il premier Enrico Letta su twitter. Mentre de Mistura chiede che i due marò siano rimpatriati. “Abbiamo riproposto con forza la richiesta che i maro’ tornino in Italia” in attesa di una soluzione sul processo, ha detto l’inviato Staffan de Mistura dopo l’udienza della Corte Suprema. Che i due fucilieri possano essere condannati a dieci anni in base a una legge sull’antiterrorismo sia “inaccettabile”, lo ha detto anche il ministro degli Esteri Emma Bonino.

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