Anche un sacerdote aiutava il boss latitante

 
C’e’ anche un sacerdote tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sugli aiuti alla latitanza di Nicola Panaro, elemento di spicco del gruppo Schiavone dei Casalesi, arrestato nel 2010. Si tratta di un prete che, durante i sette anni di latitanza di Panaro, svolgeva missione pastorale in una parrocchia di San Cipriano d’Aversa (Caserta) e, secondo quanto emerso dalle indagini, ha scritto diverse lettere di incoraggiamento indirizzate a Panaro, rendendosi disponibile ad aiutarlo in qualsiasi modo e garantendogli il suo apporto morale e materiale. Le indagini, culminate nelle quattordici ordinanze di custodia in carcere emesse dalla Dda di Napoli ed eseguite dal Comando dei Carabinieri di Casal di Principe, sono state condotte dai pm Giovanni Conzo, Cesare Sirignano, Antonello Ardituro e Catello Maresca, coordinati dal procuratore aggiunto Franco Greco. 
Era stata scritta in chiesa, davanti al crocifisso, la lettera inviata al boss latitante Nicola Panaro da don Carmine Schiavone, ex viceparroco della chiesa di Santa Maria Assunta a Villa Literno (Caserta) e ritrovata nel covo di Lusciano poche ore dopo la cattura di Panaro. E’ scritto nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Oriente Capozzi. Il giudice sintetizza cosi’ la missiva: “L’autore dice di trovarsi in chiesa davanti al crocefisso, racconta di aver celebrato un funerale, si dice felice di essere guida spirituale del figlio di Nicola, dice di pregare ogni giorno per Nicola durante la messa, scrive testualmente: ‘Ti auguro tutto il bene che un prete puo’ augurare a un uomo’”. Dalla lettera (tre fogli formato A4 scritti a mano) si evince anche, sottolinea il gip, che “l’autore conosce bene la famiglia del latitante” e “sul punto appare opportuno precisare che le indagini hanno permesso di appurare che don Carmine Schiavone ha piu’ volte frequentato la casa (della famiglia Panaro, ndr) di Via Leoncavallo di S.Cipriano d’Aversa, anche dopo l’arresto di Panaro. Lo stesso prelato e’ stato in contatto telefonico con Diana Maria Consiglia”, moglie del boss, arrestata questa mattina dai carabinieri. 

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