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Alghe nel processo di depurazione per renderlo più efficiente, economico e sostenibile

12, 13 e 14 maggio: tre giorni utili per scoprire non solo come si produce biocarburante dai fanghi di depurazione, ma anche come una coltivazione di alghe può contribuire a migliorare l’ambiente. Durante gli Open Day di Gruppo CAP, in programma da venerdì 12 a domenica 14 maggio al depuratore di Bresso/Niguarda, bambini e ragazzi, studenti, amministratori, cittadini potranno conoscere quali sono le sperimentazioni in campo per migliorare il ciclo idrico e avere acque ancora più limpide recuperando energia e nutrienti dai prodotti di scarto.

Nell’impianto di Gruppo CAP a Bresso-Niguarda, in via Guido da Velate a Milano, i visitatori potranno trovarsi ad osservare infatti anche una coltivazione di alghe. Da qualche tempo Gruppo CAP, insieme all’Università di Milano-Bicocca, al Politecnico di Milano e a Fondazione Cariplo, sta sperimentando l’inserimento di microalghe nel processo di depurazione, per migliorare le performance dell’impianto dal punto di vista ambientale ed energetico all’insegna dell’economia circolare. Proprio in settimana è stato avviato l’impianto pilota di coltivazione di microalghe, che resterà in funzione nei prossimi due anni per testare il sistema grazie a un finanziamento da 300mila euro da parte di Fondazione Cariplo.

Le microalghe infatti possono migliorare la qualità dei reflui, riducendo il contenuto di microinquinanti in modo assolutamente naturale. Inoltre sono in grado di crescere utilizzando i nutrienti presenti nelle acque di scarto (principalmente azoto e ammonio), riducendone la concentrazione, e necessitano di CO2 che può essere recuperata dai gas di scarico prodotti dal normale funzionamento delle turbine dell’impianto stesso. Infine, le alghe possono essere avviate a digestione anaerobica, aumentando così la produzione di biogas, che a sua volta nell’impianto di Bresso viene convertito in biometano, migliorando così il bilancio energetico dell’impianto di depurazione.

Siamo solo all’inizio, ma ci sono tutte le premesse perché questa sperimentazione consenta, intervenendo in modo molto poco invasivo nel processo di depurazione, di renderlo più efficiente, più economico e più sostenibile.

“La nostra ricerca, grazie alla preziosa collaborazione dell’Università di Milano-Bicocca e del Politecnico di Milano, va nella direzione di trasformare la depurazione delle acque reflue da processo energivoro e potenzialmente inquinante in attività di recupero di sostanze preziose e di produzione di energia sostenibile” sottolinea Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP.  Le alghe sfruttano infatti processi che sono già parte delle attività quotidianamente svolte nell’impianto, e anzi si nutrono di prodotti che sono normalmente considerati “scarti”, che possono invece essere recuperati per dar vita, in un’ottica di economia circolare e tutela dell’ambiente, alla produzione di biometano. “Rinnoviamo l’invito ai cittadini, grandi e piccoli, per venire a trovarci negli Open Day: i nostri tecnici illustreranno il funzionamento di un impianto all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, a testimonianza ulteriore della spinta all’innovazione e alla sostenibilità ambientale che accompagna quotidianamente tutte le nostre attività”, conclude Russo.

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