01182018Headline:

Acqua contaminata di 13 pozzi, sequestrati 15 terreni a Caivano

 Ancora un intervento, un blitz in questo caso, nella Terra dei Fuochi, l’area tristemente nota tra Napoli e Caserta dove sono stati ritrovati rifiuti pericolosi sepolti in campagne coltivate. Ad agire questa volta e’ stato il Corto Forestale dello Stato, sotto la guida del generale Sergio Costa, in un’area di campagna ampia 430mila metri quadrati tra Sammereto e Pascarola nel comune di Caivano (Napoli). Seguendo la falda freatica, i forestali hanno individuato e sequestrato 13 pozzi avvelenati, anche da un’alta concentrazione di cloroformio (triclorometano) situati fra campi seminati e pronti per la raccolta di ortaggi. Centinaia di chili di insalate, cavoli, broccoli e zucchine finiranno al macero. Con il sequestro di oggi la cittadina di Caivano conquista il triste primato di maggior numero di metri quadrati sequestrati in tutta la Terra dei Fuochi arrivando alla cifra di 600mila metri quadrati.

”Grazie all’encomiabile lavoro della Procura e del Comandante Sergio Costa e dei suoi uomini, si e’ scritto un altro capitolo della Cernobyl campana. Chissa’ per quanti anni quei pozzi sono stati utilizzati per irrigare quei terreni e le relative produzioni, con le possibili conseguenze negative sulla salute umana e sulla filiera agroalimentare, senza contare i relativi danni per l’economia locale”. Cosi’ in una nota Rossella Muroni e Michele Buonomo, rispettivamente direttore nazionale e presidente regionale di Legambiente, commentano il sequestro preventivo d’urgenza di 13 pozzi irrigui e 15 fondi agricoli nel comune di Caivano, cuore della cosiddetta ‘Terra dei fuochi’, area flagellata dalla presenza di rifiuti tossici. “Una cosa e’ certa: tra insalate al cadmio, zucchine impazzite, cavoli amari, pomodori alla diossina, frutta al percolato, il pranzo e’ servito ed i veleni arrivano sulla tavola. Davanti a questi fatti anche le parole rischiano di perdersi nel pozzo delle buone intenzioni e mascherano le responsabilita’, le incompetenze e le complicita’ della politica e delle amministrazioni in tutti questi anni – proseguono – Chi perseguira’ su questa strada, chi ancora per una volta assistera’ inerme e in silenzio si dovra’ assumere in pieno la responsabilita’ e, prima o poi, dovra’ renderne conto alle vittime invisibili sempre piu’ numerose di questo disastro.” In vista della manifestazione di sabato 16 novembre a Napoli, Legambiente, Libera e Fiom, hanno promosso un’assemblea pubblica che si svolgera’ domani alle ore 17.00 presso il Seminario Vescovile di Aversa. “La mobilitazione popolare da atto di denuncia si deve trasformare in proposta politica – prosegue Legambiente – di cui le amministrazioni locali e il governo nazionale devono farsi carico, mettendo in campo con urgenza una risposta concreta. Legambiente, Libera e Fiom presenteranno 10 proposte specifiche basate sulla trasparenza dei dati e sulla riconversione del territorio, sulle tutele e i diritti, a partire da quello alla salute”.

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